La purezza high-tech di Gareth Pugh

Citando Christian Dior:
“Quando la donna veste bene probabilmente sa che l’uomo la considera attraente come se non indossasse niente.”

Il giovane Gareth Pugh prende alla lettera questa considerazione, citandolo in silhouette  tipicamente New Look, o trasmutando letteralmente le parole di Dior vestendo le modelle di PVC trasparente.
Da diversi anni ormai irrompe sulla scena mondiale sconvolgendo ed esaltando la figura femminile, ma il lavoro di Pugh è ben diverso dal fare moda; la moda è arte e come tale deve essere degna del termine.
Trascende la figura femminile, storpia ed esalta il suo massimo potenziale, cinge, costringe, allunga, accorcia, taglia, gonfia, esplode letteralmente l’essenza stessa della MODA/ARTE.

Per l’A/I 2014-15 l’assetto Couture al quale ci aveva abituato da qualche stagione a questa parte prende il sopravvento ed assalta letteralmente con la sua impalpabile delicatezza, insolita eppure così prevedibile. Forme nuove per lo stilista che ci aveva abituato a tagli sempre geometrici ma che questa volta rivivono su materiali che ne esaltano ancor di più la plasticità.
Una collezione diversa questa. Perennemente vivo il suo stile, ma diversa da quello che eravamo abituati a vedere. Ben venga!

Purezza è forse il tema di questa collezione?

Foglio di alluminio, plastica, tulle, chiffon, pelliccia, shearling, paillettes di plastica, perspex, vinile, nappa, nylon, ma soprattuto i colori : bianco e argento ce lo confermano sicuramente. Una purezza High Tech, oserei dire.

Un’ineccepibile eleganza fatta di connubi impensabili e paradossali: la plastica sfila con la pelliccia e la pelle con l’alluminio, intervalli di vinile e leggerissimi teli di plastica lasciano nell’aria una scia diafana ma anche un candore comandato o pilotato. Lo dicono le gigantesche manovelle a carica manuale sulla schiena di alcune modelle, quasi fossero dei graziosi robot usciti da una favola, che ci raccontano di un mondo a noi sconosciuto.