“Fragmented cities” è la prima parte della serie “Suburbia Mexicana” formata da cinque sezioni che analizzano e denunciano diverse problematiche riguardanti l’area urbana e suburbana di Monterrey.
Si tratta di un ricco lavoro svolto dal fotografo dominicano Alejandro Cartagena che vive e lavora proprio a Monterrey (Messico) dove si focalizza spesso su problemi sociali esposti attraverso paesaggi o ritratti.

“Penso che il dovere che ho come fotografo non sia tanto quello di denunciare l’esigenza di avere un posto in cui vivere, ma piuttosto di dar luce alle battaglie quotidiane che ci troviamo ad affrontare seguendo gli ideali di un sistema capitalistico che ci mette nelle condizioni di desiderare una città a misura d’uomo in cui vivere.”

In Fragmented cities possiamo notare una città fantasma che, grazie alla particolare attenzione dedicata ai colori e alla luce, non sembra affatto morta. Piccole abitazioni colorate disposte con estremo rigore geometrico che aspettano solo di essere occupate. Una parte della città che è nata ma che ancora non respira.

Anche se le immagini donano un senso di pace e tranquillità, dovuto ai colori delle case e all’ordine che regna incontrastato in questi luoghi, lo scopo del fotografo è quello di criticare le strategie economiche Messicane che hanno garantito gli interessi  delle industrie edili, consentendo  la costruzione di oltre 300.000 abitazioni  nell’area di Monterrey, senza però interessarsi delle problematiche relative alle esigenze dei futuri abitanti.

“Dopo aver fotografato questi scorci per gli ultimi tre anni, sono ritornato a visitare i complessi residenziali finiti e ho raccolto le innumerevoli storie sfortunate della gente che li abita. Storie di impatto ambientale, di assenza di mezzi di trasporto e distanza da centri urbani ben serviti sono all’ordine del giorno in questi luoghi fantasma nei quali il Messico di oggi sta crescendo.”

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