Dimenticato il classico stereotipo della modella alta e magra, Rick Owens irrompe ancora una volta sulle passerelle parigine per il prossimo inverno con  una collezione dal grande potere estetico o antiestetico, che dir si voglia. La donna si copre e non si scopre, castità esasperata ma estremamente sensuale, forme cocooning e pelli lussuose per un moda assentemente invasiva.

Quello che sicuramente colpisce oltre la collezione che passa in secondo piano è la scelta delle interpreti di questo stile, donne di varie età, i volti di modi di vivere differenti, i volti di viaggi attraverso le esperienze, i volti delle donne che gli sono state accanto negli anni tra collaboratrici, amiche, modelle storiche; ogni faccia racconta qualcosa ed interpreta al meglio uno stile che nn ha bisogno della bellezza intesa nel vero senso della parola, ma una bellezza oltre la stessa dove la chiave di lettura è di certo l’aggettivo celato.

La ricerca della bellezza di Rick Owens si presenta a noi sotto forma di tuniche dai dettagli sartoriali e giro manica più lunghi del normale che conferiscono all’abito forme e volumi diversi.

Nero, bordeaux e grigio arricchiscono i capi decorati con graffiti in lavorazione jacquard, stivali second skin e guanti con le zip laterali arricchiscono e completano il look.

Un rito arcaico accompagna la sfilata al ritmo delle preghiere e delle invocazioni di donne che si accingono a consacrare un femminile sacro e la condivisione della bellezza. Avvolte in bozzoli primordiali celebrano, stagione dopo stagione, il minimalismo che le accompagnerà per tutta la vita.

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