Nel 1996 il Consiglio della Città di Bordeaux  intraprende un programma di “Embellissement”, di “abbellimento”, di diverse piazze cittadine.

Nell’ambito di questa iniziativa affidano ai progettisti Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal, fondatori nel 1987 dell’ omonimo team Lacaton et Vassal con sede allora a Bordeaux, oggi a Parigi, il ripensamento di Place Léon Aucoc, situata nel quartiere operaio di Gare Saint-Jean.

Tuttavia la piccola piazza, con la sua forma triangolare sottolineata, lungo i bordi, da alberi e da edifici con facciate semplici ma sobrie, le panchine ordinarie ma ordinate, il suolo di ghiaietto e il campetto da bocce al centro del triangolo, convincono i due architetti dell’estrema bellezza della piazza senza bisogno di eccessive analisi se non qualche ora trascorsa sul luogo per vedere cosa vi accadeva o cosa ne pensassero gli abitanti del posto.

Il loro intervento si limita alla disposizione di qualche opera di ordinaria manutenzione e all’apposizione di una piccola targhetta con inciso il proprio nome, quasi una sorta di monito a non tentare nuovamente di infrangere l’equilibrio di un luogo modesto ma non mediocre e sicuramente già valido ad adempiere alle proprie funzioni.
Un esempio ammirabile non solo di onestà professionale  ̶  laddove dall’architetto si richiede la capacità di progettare e quindi di saper riconoscere spazi che funzionino per forma e contenuti  ̶  ma soprattutto di come il valore e la bellezza di un luogo siano dati non tanto da una firma nota quanto dal piacere della fruizione, dall’affettività e dall’intimità che intercorrono tra quest’ultimo e i cittadini che lo animano.

Una semplicità anonima ma, come nel caso riportato, non per questo banale.

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