In quali città non ci sono spazi bui ed angusti in cui sembra necessario un intervento di riqualificazione? Quante volte ci si siamo chiesti quale potrebbe essere la soluzione? La risposta a queste domande potrebbe essere il lavoro dell’artista australiano Warren Langley, con più di trent’anni di esperienza nell’ideazione e realizzazione di opere pubbliche, legate all’uso e alla sperimentazione della luce come arte.

“Aspire”, una foresta d’oro di alberi incandescenti, inaugurata a maggio del 2010 a Sidney, è nata proprio dalla volontà del primo cittadino, insieme alla cittadinanza, di riqualificare uno spazio di risulta, come il percorso al di sotto dell’autostrada di collegamento tra Pyrmont ed Ultimo a Sidney. Langley, utilizzando un materiale come il polietilene ad alta densità, connesso al principio di sostenibilità ecologica ed economica, è stato in grado di rivoluzionare un residuale urbano. Trasformandolo in uno spazio vivibile sia di giorno che di notte, proprio grazie all’uso della luce. L’obiettivo dell’artista era creare un landmark visibile sia dai pedoni sia dalle auto, denunciando visivamente l’intervento, legato all’attivismo sociale degli abitanti.

In  questi anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la qualità del lavoro e per la sostenibilità legata all’uso delle tecnologie e dei materiali utilizzati. Nel 1996, è stato premiato con una borsa di studio dell’ Australia Council for the Arts . Nel 2002 e nel 2005 è arrivato  finalista al Lempriere national sculpture prize.

La maestria nell’uso della luce come scultura, ha fatto sì che i suoi lavori diventassero parte integrante del paesaggio, in stretta collaborazione con grandi architetture pubbliche, tanto da considerarsi dei veri e propri interventi di landart.

“Breathe” è un intervento a larga scala, costituito da sculture filiformi di fibre ottiche, disposte in acqua a formare un arco, la cui percezione cambia in base alle ore della giornata. Blu di giorno e un’esplosione di colore di notte.

Importante è stata la sua collaborazione per la realizzazione del padiglione australiano alla World Expo di Shanghai del 2011. Le  sue sculture sono in stretta sinergia con le architetture a cui si affiancano o rappresentano degli elementi puntuali nel panorama urbano, sono dei veri e propri punti di luce inseriti nelle città e in contesti naturalistici.

L’obiettivo di Langley dunque, è quello di utilizzare la luce, unita a materiali innovativi ed eco-compatibili, per contribuire attivamente allo scenario urbano, creando opere che suscitino diverse suggestioni a seconda del momento della giornata in cui si osservano. Interventi di questo genere, dovrebbero far riflettere sulla possibilità di ricorrere all’arte non come mera macchina da soldi, ma come elemento fondamentale all’interno delle città, in grado di migliorare l’ambiente non solo puntualmente, ma creando interventi anche di riqualificazione a scala più vasta.

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