Issey Miyake – Shapes made by chance

Stilista e artista, Premium imperiale per la scultura con precisione. Come per magia sembra che qualsiasi cosa egli tocchi, venga trasformata in pezzo scultoreo. E stiamo parlando di abiti, o meglio, della donna di Issey Miyake, connubio di origami e tecnologia hi-tech, segni distintivi del brand dal 1971,anno dell’entrata in scena del genio creativo nel settore moda con la fondazione di Miyake Design Studio.

A dare carattere al brand sono gli abiti scultorei dalle forme oversize con plissettature e origami su ampiezze minimali, come accade per la collezione A/I 2014-15.

Dalla linea femminile si è passati anche a quella maschile per giungere alla realizzazione della più recente Bao Bao Issey Miyake, linea di borse e sacchetti costruita da una serie di pezzi triangolari applicati su un rivestimento di materiali, talvolta differenti, donanti un effetto tridimensionale. L’ispirazione primaria giunge dal museo Guggenheim di Bilbao del maestro Frank Gehry e ben si uniforma al tema di Miyake di “shapes made by chance”, poiché la borsa cambia forma a seconda del contenuto.

Il fine ultimo di Miyake è la funzionalità, la praticità, la comodità; risultati che raggiunge nel 1993 con Pleats Please, senza dubbio la collezione più iconica, che racchiude rivisitazioni del tessuto plissé in più di ottanta colori. Il tessuto è realizzato mediante un processo industriale che permette di dar vita contemporaneamente a forma e a struttura di un abito.

Seguendo il filo conduttore in nome di semplicità e facilità di movimento Miyake crea Cauliflower, linea di maglie one size che ben si adattano a chi le indossa.

Si avverte inoltre un alone di sincretismo culturale nella linea HaaT che in sanscrito indica il “mercato del villaggio”, luogo chiave per una linea che prende forma e ispirazione da più e svariate culture e tecniche. I prodotti handmade HaaT vengono realizzati tra i laboratori dell’azienda Miyake e le più tradizionali botteghe artigianali giapponesi e indiane, custodi di procedimenti tessili complessi e antichi.

Parte della collezione SS2014 utilizza il nero come colore dominante, non un nero qualunque ma quello riferito al kimono nero crestato in auge nel periodo Edo. Il colore nero impiegato proviene da una gara tra antichi artigiani in competizione tra loro per ottenere la tonalità più adatta. Ad uno di questi artigiani cadde accidentalmente un uovo sulla stoffa che stava tingendo, notando che la macchia imbrattata di uovo era più scura rispetto al resto, capì che era proprio quella la gradazione desiderata. Ad oggi, HaaT utilizza questa tecnica.

Al 2010 risale 132,5 Issey Miyake, laboratorio di ricerca sotto la direzione dello stesso Issey che si impegna ad esplorare modalità di produzione future di abiti o prodotti industriali rispettando l’etichetta di ecologico, pur restando fruibile esteticamente. L’intera collezione è infatti in fibre riciclabili, presenta motivi geometrici bidimensionali e parte da studi condotti sulla piegatura della carta.

Miyake, quale innovatore della moda, produce ciò di cui le persone e l’ambiente necessitano non dimenticando di cercare il modo per stimolare continuamente la produzione creativa in Giappone.