Silohuettes colorate di personaggi, animali, piante e oggetti che prendono vita tra le pagine di un libro.
Non un semplice libro per bambini ma un accurato lavoro di design.
I libri di Katsumi Komagata emozionano grandi e piccoli con storie semplici e personaggi che emergono da un fantastico mondo di carta, dai colori vividi ma delicati e dalle linee pulite ed essenziali, tipiche della cultura giapponese.

L’artista, classe 1953, viene considerato erede e continuatore del progetto artistico e didattico di Bruno Munari, progetto che porta avanti non solo con libri del tutto originali, ma anche attraverso giochi visivi e tattili, collage e creazioni grafiche che stimolano la fantasia e la creatività dei bambini.

Servendosi di un materiale semplice e sensibile come la carta, l’autore costruisce forme che conducono alla scoperta di universi inattesi e mondi fantastici, fatti di pieghe e fori, tagli e ritagli, ruvidezze e setosità, forme e colori.

Katsumi Komagata

Katsumi Komagata

Come ci racconta Ilaria Tontardini, responsabile della mostra dedicata al maestro giapponese, che si è tenuta a Bologna durante lo scorso mese, Komogata si recava annualmente alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna e spesso collaborava con le carceri minorili; in seguito ad una malattia, però, ha dovuto interrompere e per questo motivo Hamelin, in collaborazione con Les Trois Ourses, ha deciso di rendergli omaggio con qeusta duplice esposizione, collaborando con l’Assessorato alla Cultura cittadino.

La prima esposizione, Air Zoo, aperta dal 24 marzo al 24 aprile, presentava uno spettacolare allestimento negli spazi della Cineteca di Bologna focalizzato sull’interpretazione dell’artista della storia dell’Arca di Noè.
La seconda esposizione ha avuto luogo, dal 26 marzo  al 27 aprile, presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica e presentava tutta l’opera editoriale Komagata, accompagnata da una serie di video sui laboratori che l’artista tiene per adulti e bambini.
La scelta di questo luogo evocativo, il Museo della Musica, per ospitare la mostra fa capo ad un  motivo molto semplice: i temi, le figure, e perfino il video dell’autore giapponese richiamano spesso le stagioni, il tempo e la ciclicità, cose che si ritrovano anche nelle composizioni musicali. In realtà il progetto iniziale era quello di fare un’esposizione unica, poi abbandonato per motivi di spazio, e quindi ecco perché la duplice esposizione.

Sfortunatamente Komagata è conosciuto solo da una ristretta nicchia di persone in Italia, di conseguenza i suoi libri non trovano una distribuzione tanto diffusa.
Speriamo di rincontrare presto il maestro, probabilmente Roma la prossima volta, ma il tutto è ancora da ufficializzare.

Grazie a Kevin Montel

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