La vita di ghiaccio di Néle Azevedo

Néle Azevedo è un’artista brasialiana di rilievo internazionale. Vive e opera a Sao Paulo ma ha riempito le città di mezzo mondo con il suo straordinario “Monumento Minimo”.

La sua opera si svolge e prende ispirazione dai centri urbani intesi come luogo di memoria collettiva e individuale. La sua attenzione si focalizza sull’individuo che, preso dalla massa, perde di personalità e di unicità diventando uomo comune.

I “Melting Men” si inscrivono nella sua ricerca piú riuscita. Essi consistono in sculture di ghiaccio con sembianze umane sedute sugli scalini delle piazze e dei monumenti. La posizione del corpo segue una movenza contemplativa, così sembra che queste figure siano in attesa di un avvenimento comune. La scelta del ghiaccio, materiale deperibile, è studiata alla perfezione per rappresentare la singolarità del momento e l’effimerità dell’esistenza. Per contrasto il ghiaccio è anche elemento che ferma, congela i ricordi, elemento di purezza e freschezza. Questa ambiguità rende il lavoro di Azevedo nostalgico e ci conduce ad una dovuta riflessione sulla morte. La sua opera può essere inserita nel contesto della Land Art americana, ma con un coinvolgimento più attivo dello spettatore, che può osservare tutte le fasi di degradazione e poi di scomparsa dell’opera.

La poetica di Néle Azevedo si colloca nell’arte della vita, intesa come insieme di momenti tutti diversi, vissuti con predisposizioni contrastanti da parte di ogni individuo. L’esistenza del singolo diventa microcosmo, appiattito dall’incombente presenza del macrocosmo che è la massa. L’artista ci invita ad una riflessione profonda sul senso della realtà, con una sensibilità tutta femminile.