Nel mese di Aprile 2014 ustwo, studio di design digitale con sedi a Londra, New York e Malmö, ha lanciato Monument Valley, un giochino per iOS   ̶ la versione per Android è in via di elaborazione  ̶  “come tutti gli altri”, come riporta il blog dello studio.

Nel gran marasma di App che vengono propinate quotidianamente dall’industria di telefonia e associati, è davvero difficile emergere e, soprattutto, assicurarsi di restare a galla dall’oblio repentino generato dalla concorrenza spietata.

Da questo punto di vista, Monument Valley sembra distinguersi non solo per la sua grafica accattivante, ispirata all’arte di Escher, alle stampe giapponesi, ad esempi di architettura proveniente da tutto il mondo e dal design 3D minimalista, ma anche per un processo di progettazione che parte dalla volontà di ripensare il concetto in sé di videogioco. I suoi creatori si sono focalizzati sui suoi possibili utenti e sulle motivazioni che spingono molte persone a non fare uso di simili passatempi: nella maggior parte dei casi tempi di gioco troppo lunghi e difficoltà nel capire le istruzioni o nell’acquisire le capacità richieste per superare i livelli.

Il risultato è la creazione di un mondo fatato calato in uno scenario dall’impeccabile geometria, supportato da un audio altrettanto essenziale e ben studiato e da uno storyboard semplice ma accattivante, in cui al giocatore non è chiesto nient’altro che quel minimo di logica indispensabile per passare il tempo mentre si è in metropolitana o si vuole distendere la mente, aiutando la Principessa Ida a sconfiggere i Corvi.

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