Pegamento, papel y otras drogas – I collage di Anarela

Inusuali accostamenti di immagini danno vita a surreali collage che celano, in realtà, un profondo significato.

Ana Gómez López, in arte Anarela, è un’emergente artista spagnola, con una forte passione per i collage.
Classe 1987, è laureata in pubblicità e pubbliche relazioni presso l’università di Malaga.
Dopo aver lavorato per alcuni anni in diverse agenzie di pubblicità come copywriter, decide di trasferirsi in Inghilterra per imparare l’inglese. Lì s’innamora di un italiano, motivo per cui attualmente vive a Milano, dove lavora principalmente come freelance nel settore della grafica.

In occasione dell’esposizione dei suoi lavori, allestita fino al 20 Giugno al Frida (in via Pollaiuolo, 3 – Milano), le abbiamo fatto qualche domanda.

– Come mai la scelta dei collage come tecnica artistica? In base a cosa selezioni le tue immagini? A cosa ti ispiri?
L’idea di iniziare a comporre un puzzle con pezzi che non appartengono alla stessa scatola mi affascina molto. Smontare immagini e rimontarle cariche di nuovi significati. Partire da qualcosa che già esiste e trasformarla in qualcosa di nuovo e diverso. Qualsiasi input proveniente dall’esterno può essere per me fonte di ispirazione, ma spesso semplicemente sfogliando le riviste mi lascio trasportare dall’immaginazione e comincio a visualizzare e costruire nella mia testa le mie composizioni.
Seleziono le immagini a seconda di cosa evocano nel momento in cui le osservo. Importanti sono i colori e l’estetica più in generale. Tendenzialmente preferisco forme spigolose, e il tema floreale insieme ai corpi femminili sono quasi sempre presenti, perché per me sono la massima espressione della bellezza.
Creo en lo que creo porque creando me ricreo” è una frase che ho coniato per riflettere il mio modo di lavorare. In italiano: “Credo in quello che creo perché creando mi ricreo”.

 – Da quando hai cominciato a sperimentare con carta e forbici?
Ho cominciato con il collage di recente. Per l’esattezza l’anno scorso a Madrid quando, trovandomi a dover cercare un appartamento in affitto, dopo aver visitato svariate case, ce ne fu una che mi colpì particolarmente: le pareti erano decorate con bellissimi collage, quindi pensai, perché non provare?

Anarela

– Oltre la coerenza da un punto di vista estetico e stilistico, segui qualche filo conduttore o ogni creazione ha un tema a sé stante?
Fino a poco tempo fa ho sempre composto collage solo per piacere, quindi possiamo dire che non c’è nessun filo di Arianna tra le opere. Recentemente ho cominciato a collaborare con un’associazione culturale della Penisola Sorrentina, “Effetto Placebo“, e in questo caso sto impostando i lavori basandomi su un brief premeditato, seguendo una linea di comunicazione studiata.

– Cosa viene prima, la ricerca delle immagini o l’idea?
Il punto di partenza sono le immagini. Sono le immagini che mi raccontano idee, storie e personaggi.

– Ti ispiri a qualche corrente in particolare, o hai qualche artista di riferimento?
In generale, non seguo nessuna corrente in particolare. Mi reputo una persona molto camaleontica e mi piace sperimentare. Devo però ammettere che tra gli artisti contemporanei che praticano la tecnica del collage provo profonda ammirazione per Ernesto Artillo, uno dei più affermati.

– Qual è finora il tuo collage preferito e perchè?
E’ molto difficile rispondere a questa domanda. Sono affezionata in modo diverso a tutti i miei collage perché ognuno di essi è speciale nella sua essenza, ma se devo sceglierne uno sarebbe, non a caso, quello che ho scelto come immagine per il profilo di Anarela. E’ un collage nel quale mi identifico molto, parla di come bisogna saper ascoltare il mondo per osservarlo da differenti punti di vista.

Anarela

– Fai anche collage in digitale o sono tutti “alla vecchia maniera” con forbici e carta?
Sono tutti “alla vecchia maniera”, ma alla fine del processo manuale, quasi sempre, approfitto della tecnologia e ritocco in digitale.

– Progetti o aspirazioni per il futuro?
In futuro mi piacerebbe semplicemente poter vivere della mia arte e per la mia arte, continuando a fare quello che più mi piace: ritagliare ed incollare.

– Ana, grazie mille per la disponibilità. Complimenti ancora per il tuo lavoro e in bocca al lupo per tutto.
Grazie a te, é stato un piacere.