Scelta per la 56° Biennale di Venezia, Sarah Lucas rappresenterà l’Inghilterra.

Proveniente dalla YBA appare un’artista irriverente, sfacciata e cinica. Un cinismo che porta nella sua arte e che gela ed evidenzia i tabù dell’uomo, le paure e le difficoltà che ha dinanzi al sesso, al corpo, alla morte, ai desideri depravati, e li rappresenta attraverso materiali altrettanto comuni e miseri come ritagli di tabloid, cibi avariati, preservativi, sigarette, tampax e tessuti depauperati.
E’ la realtà che conosce meglio, la porta con sé e l’affronta nella sua continua analisi artistica e in essa la condizione umana le appare quasi a nudo.

Svestita dal moralismo del nostro tempo e spoglia di ogni ipocrisia, la sua arte è simbolo del suo continuo lavoro e delle contraddizioni che si nascondono dietro le convenzioni contemporanee.

Il suo estremismo nel raffigurare determinati parti del corpo, spesso al limite del decente, non è un artificio artistico ma un confronto con quelle che sono le paure e le congetture che l’indole umana si trova ad affrontare e in questo caso l’artista si fa portavoce di questa lotta.

La Lucas colora queste opere con il suo humour, caro agli inglesi, affermando alla Whitechapel di Londra:

“In una certa misura umorismo e serietà sono intercambiabili. Altrimenti non sarebbe divertente o devastante”.

L’estro dell’artista inglese però non si ferma, infatti, nel suo nuovo progetto, insieme ai costruttori della London Art Workshop, unisce funzione ed estetica realizzando quattordici mobili, i cui materiali, utilizzati in precedenza come base ai suoi lavori, divengono protagonisti della sua intera collezione come MDF e il cemento.

La stessa Lucas dice di aver riscoperto questi materiali come “sorprendentemente eleganti in quanto reali”.

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