Dopo Henri Cartier-Bresson, Robert Capa e Warner Bischof, fino al 14 settembre 2014 il Palazzo Reale di Torino ospita una importante retrospettiva monografica dedicata a David Seymour, meglio conosciuto come Chim, uno dei padri del fotogiornalismo, nonché una delle più forti e incisive personalità del Novecento.

127 fotografie che documentano l’attività del fotografo d’inizio secolo: la retrospettiva è organizzata in nove sezioni, che non riguardano solo il fotoreportage bensì illustrano anche il suo lavoro come ritrattista di celebrità e personaggi famosi.

Seymour, nato nel 1911 in Polonia, inizia ad occuparsi della fotografia a Parigi dove conosce Cartier-Bresson e Capa. Fonderà assieme a loro la Magnum Photos nel 1947 e poi ne diverrà presidente a seguito della morte di Capa nel 1954.

Tra i suoi lavori più noti sicuramente la serie fotografica degli orfani di guerra, commissionatagli dall’UNICEF nel dopoguerra. Seymour documenta, inoltre, la guerra civile spagnola e la seconda guerra mondiale.

Tutta la sua vita è stata un continuo rincorrere e scappare. Le sue foto sono ricche di carica emotiva e impressionano anche i più scostanti, ricordandoci che la guerra, nonostante abbia cambiato ambientazioni, resta una realtà tutt’oggi costante e ben presente.

Seymour muore nel 1956. L’auto su cui viaggiava fu colpita da una severa mitragliata a Suez dove stava lavorando per “Newsweek”.

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