Avete sentito parlare di questa cosa chiamata Fashion Moment?

Una tempesta di emozioni lascia il pubblico sopraffatto ma l’originalità è abbastanza rara da essere ormai una leggenda metropolitana. Fino a che effettivamente si palesa!

Accade quindi al debutto da solista di Craig Green, giovane talentuoso che, dopo le sue apparizioni in giro per Londra, ha raccolto tanti consensi con le sue installazioni passate e oggi trascende il concetto di abito come lo abbiamo finora inteso.

La sua nuova collezione aggiunge purezza al mix metropolitano, la purezza intesa in termini spirituali quindi.
“Zen” è stato il punto di riferimento di Green, ma la mente proietta una spirale di visioni: dai samurai ai guru e penitenti scalzi.

L’impressione genenrale è quindi quella di un esodo di massa, la fuga da una città ormai distrutta, oppure la speranza di lasciarsi alle spalle un passato burrascoso alla ricerca di serenità o magari semplici nomadi viaggiatori dell’ignoto.

Il dramma cosmico poi è uno dei pilastri saldi del lavoro di Green, dal tie-dye che evocava un hippie idealista, agli abiti ampi che suggeriscono riti pagani, alle enormi cornici alle quali attacca i suoi vestiti a dispetto delle limitazioni quotidiane.

Dopo lo show, Green ha cripticamente soprannominato questa sfilata “protesta silenziosa”.

Gli alfieri e i porta bandiera mettono in scena un esodo di massa verso il baratro di abbandono“, dice il comunicato stampa.

Un ripudio al grossolano materialismo ripetitivo è il tentativo di creare una nuova comunità all’interno degli elitari club già esistenti nella moda odierna. Allo stesso tempo, l’alone di vulnerabilità e malinconia è persistente come la colonna sonora  “Struggle for Pleasure” di Wim Mertens.

Quanto ai capi stessi, si sono alternati volumi tipici dei samurai e volumi super slim, quasi second skin. I volumi del pannello esterno definiscono il corpo e ne ammorbidiscono le forme con corde che legano gli strati svolazzanti intorno a braccia e gambe, o  aderente come il  jersey che avvolge con tagli significativi.

Guerriero, sacerdote, agnello sacrificale: questi i tantativi di espandere l’idea che i vestiti possono trasmettere, si avvicina a Rei Kawakubo e Vivienne Westwood ha definito le sue collezioni “epocali”.

Dai sacerdoti ai porta bandiera, al popolo in silenziosa protesta, il culto di Craig sta per esplodere.

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