Spesso, è necessario perdersi nel caos per ritrovare l’armonia

Federica Dubbini, artista emergente, è nata in Liguria e si è formata a Milano.

L’arte e la cultura sono da sempre i suoi elementi. L’immaginazione, la fantasia di cui l’artista si nutre, l’accompagnano in ogni sua creazione, così che accanto alle opere pittoriche, la produzione di Federica si arricchisce anche di illustrazioni per l’infanzia e collaborazioni con case editrici. Ma è nella pittura, nell’accostamento di colori forti e contrastanti e nella materia pittorica, di quella consistenza quasi granulosa che esce dalla tela, che Federica riesce a comunicare il suo io.

Quando hai cominciato a dipingere?
La mia passione per la pittura inizia parecchio tempo fa, è sempre stata una parte di me, più o meno espressa, ma è da circa 15 anni che da passione si è via via trasformata, prendendo una vera e propria forma, una dimensione più seria ed assidua, continuativa e professionale.

A cosa o chi ti ispiri per realizzare le tue opere?
Tutte mie opere prendono sempre spunto dal mio vissuto, presente e passato, dalle emozioni scaturite da incontri, relazioni, viaggi, da ciò che ho visto e fatto mio e che diventa trasposizione di desideri e sogni anche futuri. Ogni incontro con persone o luoghi ha per me un valore e significato pregnante, che diventa esperienza che trasferisco poi su tela, per non perdere quell’emozione, quell’attimo, quasi fosse un’istantanea fotografica.

Federica Dubbini

Federica Dubbini

Utilizzi sempre dei colori molto forti, che spesso tendono a generare sulla tela un forte contrasto. A cosa è dovuta questa scelta, è un modo comunicare qualcosa?
Credo dipenda fondamentalmente dal mio modo di concepire la vita, me stessa e la mia relazione col mondo e le persone. In realtà si parla sempre di relazioni e queste sono un continuo fluire ed evolversi, quindi non è una regola pittorica che vale come universale. In questo momento particolare vivo tutte le esperienza in maniera forte, intensa e piena, densa quasi. Da qui la scelta di certi cromatismi e di una pittura materica e quasi tridimensionale.

Nelle info sulla sua tua pagina Facebook si può leggere che la tua arte è legata al teatro, alla danza. In che modo crei questo legame?
In varie fasi della mia vita ho voluto sperimentare svariate forme d’arte, ognuna con la propria espressività e specificità, e questo mi ha aiutata prima di tutto a conoscere meglio la Federica-persona prima ancora della Federica-artista e a indagare in me stessa, ponendomi sempre in dialogo con la parte più profonda e nascosta del mio sentire. Ed è una ricerca, questa, un modo di osservarmi e osservare che mi porto dietro da allora, che ho fatto mio, e che mi aiuta in ogni opera che creo ad ascoltare la mia anima e lasciarla fluire.

Cosa vuoi esprimere con le tue tele?
In assoluto il senso della vita, la passione per la vita, la curiosità verso il mondo e le sue innumerevoli sfumature, l’imprescindibile legame tra uomo e natura. La natura intesa per quello che realmente è, con la sua potenza, e dolcezza, e furia, e confusione apparente, e regola, e forza. Ma anche la natura come proiezione dell’uomo, come contenitore dell’uomo stesso e delle sue emozioni ed espressioni.

Federica Dubbini

Federica Dubbini

Hai come riferimento una corrente artistica in particolare?
Cerco di studiare le opere di vari artisti proprio per attingere, senza il rischio di scivolare nell’imitazione. Ma uno in particolare per me è stata una scoperta, in realtà successiva alla creazione della mia prima parte di produzione, e che da allora è divenuto fonte inesauribile di ispirazione: l’artista Zao Wu-Ki. In lui ritrovo la stessa passione per il colore puro, per gli accostamenti audaci, per la materia.

Credi di aver già dipinto il tuo quadro migliore?
Non credo stia a me dirlo, in realtà. Ma se dovessi dare io un giudizio sarei in seria difficoltà: amo in maniera e proporzione diversa tutto quello che produco, ma nello stesso tempo sono molto autocritica. Per cui non penso che nella mia carriera artistica riuscirò a definire un dipinto come “il migliore”, ma mi diverte pensare che chi mi segue e apprezza le mie creazioni lo farà al mio posto!

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