Gli scatti di Hafiz Sani parlano di sé e dei suoi viaggi meglio di quanto potrebbe fare il giovane fotografo, timido di indole.

Dai colori caldi a quelli tenui, passando per il bianco e nero, i suoi scatti sembrano pagine di un libro che raccontano in silenzio l’essenza dei posti visitati. Momenti e attimi che sembrano aspettare il suo occhio attento e sensibile per svelare ciò che contengono.

Abbiamo deciso di fargli qualche domanda per conoscere meglio lui e la sua realtà, quella che un po’ ci sembra già di conoscere.

Raccontaci qualcosa di te, dove vivi e che rapporto hai con la tua terra?
Vengo da Singapore, la sunny island con la quale ho un rapporto di odio e amore, però è figa.

Sapresti descrivere Singapore in 3 parole?
Frenetica, calda e vibrante.

Secondo te, quanto il luogo in cui il fotografo si trova riesce ad influenzare il modo in cui lavora?
Personalmente penso che di base si debba avere l’occhio fotografico. Il posto importa, certo, ma se hai occhio puoi fare in modo che ogni cosa diventi meravigliosa.

Cos’è per te la fotografia?
Per me è qualcosa che riguarda il catturare e preservare i momenti che vuoi ricordare, la percezione che ne hai in quell’attimo, quindi non esistono giusto e sbagliato.

Qual è la tua fotografia preferita scattata finora? 
Questa è decisamente la mia preferita perché fa parte del primo rullino che io abbia mai usato. Spiega la mia città: frenetica, in continuo cambiamento, ma con l’obbligo di essere al passo con tutto ciò che è ancora indefinito.

Singapore - Hafiz Sani

Singapore – Hafiz Sani

Analogico o digitale?
Analogico senza ombra di dubbio.

Le tue fotografie vanno dallo still life, ai paesaggi, ai ritratti. Quale tipo di linguaggio ti rappresenta di più?
Sicuramente lo still life. A Singapore non ci sono molti scenari o paesaggi mozzafiato e, per quanto riguarda la ritrattistica, a me piace catturare le emozioni delle persone che mi circondano in modo del tutto spontaneo.

Quali sono i tuoi primi ricordi legati alla fotografia?
Mi ricordo il mio primo rullino bianco e nero con la mia prima fotocamera a telemetro FED 5. Per me è speciale perché ero appena entrato in un nuovo mondo, quello della fotografia analogica. È stato come scoprire una nuova isola!

Chi ti ispira maggiormente nel tuo modo di fotografare e di vedere il mondo che ti circonda?
Oh, i miei amici più stretti sono la mia vera ispirazione perché sono coloro che mi hanno fatto conoscere la fotografia. Non potrei mai essere più grato per avere degli amici così mentalmente simili a me.

Progetti per il futuro?
Venire a trovarvi in Italia e viaggiare per il mondo! Il mio prossimo viaggio sarà a dicembre e sto progettando di andare in India, nel Ladakh.

Noi non vediamo l’ora di avere Hafiz qui in Italia e intanto aspettiamo di vedere l’India attraverso i suoi occhi, così ci sembrerà un po’ di essere stati lì con lui.

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