Un artista eccentrico, visionario, diretto. Abbiamo intervistato Jacopo Benassi, fotografo ligure molto attivo nel panorama contemporaneo italiano e internazionale. E’ stato direttore artistico del Toner, curato da Saul Marcadent, nonché di diverse mostre; e il suo intento è quello di smuovere certi preconcetti di un pubblico talvolta negligente ma che infondo accetta le provocazioni. La sua sfida personale consiste nel fotografare principalmente in bianco e nero, una dualità su cui si basa la sua percezione della realtà che lo circonda. 

Chi è Jacopo Benassi? Piccoli spunti autobiografici per rompere il ghiaccio.
Jacopo è un ex meccanico omosessuale che si occupa di immagini. Preferisce fotografare sempre con parete di sfondo e con flash direttamente spedito verso il soggetto/oggetto.

Come hai cominciato a muovere i primi passi nel mondo della fotografia?
Ho avuto solo un grande maestro, si chiamava Sergio Fregoso; fu lui ad insegnarmi a leggere le immagini e a costruire un fotogramma. Fu un incontro basilare per la mia formazione e direi anche l’unico.

Jacopo Benassi

Jacopo Benassi

Occhio critico: fotografando si è a contatto continuo col vedere e col riuscire a far vedere. Quali sono le fonti che ti stimolano maggiormente?
Diciamo che si riconosce col tempo l’influenza inconscia di alcuni fotografi sul tuo lavoro. Anche per me ce ne sono stati molti, ma più di tutti forse i testi di Ando Gilardi e di Susan Sontag, che ritrovo spesso nel mio percorso. Credo di essere contro la teoria, mi sento più affine alla pratica: per me una fotografia è sempre in prima linea, non premedito mai i miei scatti, salvo eccezioni nel passato. 

La vista di certi tuoi scatti mi rimanda alle fotografie di Terry Richardson: cosa pensi di questo grande artista visionario?
Simpatico, esilarante, non mi ci riconosco minimamente. Lo fotografai a Napoli molti anni fa e lo trovai molto divertente. Le sue foto non mi fanno impazzire ma il suo personaggio sì, perché è l’essenza della fotografia contemporanea: fotografie che ti restano impresse per un secondo, ma che arrivano a raffica una dopo l’altra. 

Uno shooting che rifaresti e uno che non rifaresti. 
Sinceramente rifarei tutti quelli che ho realizzato, in particolare quello con Asia Argento a Parigi per la rivista francese CRUSH fanzine, con quelle italiane non collaboro, non ci piacciamo. Ho apprezzato anche la collaborazione con Paolo Sorrentino non solo perché è un grande artista, ma perché è stata un’esperienza molto divertente!

Parliamo un pò di Btomic, la tua “creazione” artistica più viva e sensibile. ci racconti come si è sviluppata l’idea?
Btomic ormai ha tre anni di vita, ed è stato ideato da me con altri tre amici. Sta faticando ad andare avanti a causa di una città (La Spezia, ndr) che non ha reagito positivamente agli eventi che proponevamo. E’ nato con l’intenzione di produrre live selezionati per fanzine che tuttora realizziamo con le mie foto. Mentre le interviste potete trovarle solo online, le foto sono su cartaceo (il prossimo numero sarà presentato al SI-FEST di Savignano in provincia di Rimini). Abbiamo registrato tutti i live per documentare negli anni le nostre produzioni complete, l’unico inconveniente è che adesso non sappiamo se lo riapriremo.

Nell’epoca dei social come rapporti la velocità di un mondo parallelo e virtuale a quello di un mondo tangibile come quello della fotografia?
Penso che la vera fotografia sia “social“! Esiste lo stile Facebook, Tumblr, Flickr, Instagram. Tutti hanno la loro riconoscibilità, la fotografia è questa oggi, anche se le eccezioni esistono sempre. 

Se puoi parlarcene, qualche progetto futuro che hai in programma e qualche consiglio a chi si sta approcciando alle immagini intese ed utilizzate come provocazioni.
Un viaggio a Londra pagatomi dal mio gallerista Carlo Madesani organizzato per realizzare in 10 giorni un libro per lui. Ogni giorno selezionerò ed impaginerò le foto che scatterò per la città e l’ultimo giorno stampo tutto e gli porto il lavoro completo, senza passare attraverso la selezione delle foto. Una sorta di action photos senza ripensamenti o post-produzioni. Tutto live.
Per quanto riguarda i consigli, semmai dovessi fare dei WS sareste i primi invitati!

Puoi trovare Jacopo Benassi sulle sue pagine Tumblr TALKINASS e jacopo benassi is dead e alla pagina Bzine.

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