Le industrie energetiche rendono possibile lo svolgersi della vita moderna, ma in pochi si sono soffermati sui meccanismi interni che permettono alle stesse di funzionare. Per la sua serie Space and Energy, il fotografo di Zurigo Luca Zanier ha trascorso un anno avventurandosi in circa 100 tra centrali elettriche, petroliere, dighe ed impianti di rifiuti, portando l’osservatore a confrontarsi con queste realtà misteriose e talvolta anche scomode, che sono dietro la nostra quotidianità.

“Noi tutti dipendiamo l’elettricità, ma chiudiamo gli occhi per non vedere le industrie e il lavoro che c’è dietro. Un po’ come il fatto che a quasi tutti piace mangiare la carne, ma nessuno vuole vedere il macello. Eppure il mondo delle centrali elettriche è molto pulito, astratto, tecnico ed esteticamente piacevole. E questa cosa è una sorpresa per i più.”

Zanier ha visitato la prima centrale nucleare nel 2009 per vedere se la sua estetica fosse adatta all’idea che aveva in mente. Da lì è partito poi un vero e proprio tour nelle varie strutture:

“Erano tutti molto aperti a questo tipo di collaborazione. A volte è stato necessario attendere per ottenere l’accesso. Altre volte ho dovuto fare in fretta”

Nonostante i soggetti delle sue foto rappresentino delle eccellenze dal punto di vista delle tecnologie utilizzate, Zanier concentra il suo interesse sulle loro proprietà artistiche piuttosto che su quelle pratiche. Non è un caso, infatti, che le didascalie siano molto elementari e che le varie strutture abbiano funzioni totalmente diverse le une dalle altre. Anzi, è proprio questa eterogeneità di funzioni che accentua l’elemento fantascientifico che la serie presenta.

“Ci sono diversi modi per esplorare questo tipo di argomento. È possibile enfatizzare l’aspetto tecnologico concentrandosi sui dettagli e le caratteristiche. È anche possibile evidenziare la rilevanza sociale sottolineando il problema dei rifiuti radioattivi. Oppure si può applicare un punto di vista neutro e concentrarsi sull’estetica.”

Un’azione sicuramente provocatoria dato l’argomento, eppure, tutti gli altri approcci sono inclusi in questo che, a differenza degli altri, ha solo un punto di partenza diverso, oggettivo: l’immagine.

Le fotografie di Zanier sono raccolte nel libro Power Book.

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