Hans Op De Beeck è un visual artist di Bruxelles.

È un attento ricercatore della forma: il contenuto delle sue opere si completa tramite il medium. Nella sua vasta produzione notiamo l’uso di diversissime tecniche, dal video all’acquerello, anche il suo gusto estetico è vario, dal minimal all’esagerato. Insomma è un artista eccentrico, ma raffinato.

Tematicamente Op De Beeck  si concentra sulla problematica dello scorrere del tempo e sull’infinità dello spazio, del loro rapporto reciproco. Le sue opere sono terribili rappresentazioni di scenari postmoderni, privi di umanità, ma estremamente famigliari.  L’astrazione dello spazio e del tempo, due concetti impalpabili, lo ossessiona. Lo svanire delle distanze e la non matericità del corpo per l’artista sono causati dall’avvento della globalizzazione, dal cambiamento dato dalla tecnologia, dall’automazione del ruolo dell’uomo.

Il disagio nei confronti della tecnologia paradossalmente viene esplicato dall’uso della stessa nelle sue esibizioni. I suoi lavori sono anche detti ‘Proposal’, propositi, estremamente costruiti e partizionati, danno l’impressione di voler rappresentare un mondo parallelo in una prospettiva irreale. Op De Beeck, inoltre, indaga la condizione umana spesso condizionata dalla scarsa identità, la incommensurabile differenza tra ciò che l’uomo si aspetta di vedere e ciò che invece la realtà gli offre, la necessità di creare qualcosa che colmi le mancanze e spieghi l’inspiegabile.

L’opera di Op De Beek, costituita da suggestioni melanconiche e spettacolari, è emozionale rappresentazione della condizione umana, con tutte le sue sfumature, le sue privazioni e le sue ambizioni.

Puoi guardare i suoi lavori sul suo sito.

 

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