Sintesi e ossimori di Arthur Arbesser

Figlio della cultura austriaca, Arthur Arbesser nasce a Vienna e studia alla Central Saint Martins di Londra. Successivamente lavora per sette lunghi anni presso Armani, per poi scegliere di proseguire su questa strada con un progetto autonomo a Milano. Da questo percorso nasceranno le sue collezioni, la prima delle quali viene presentata nel febbraio del 2013.

Vincitore del concorso Who is on Next di Vogue Italia e AltaModa Roma, nella sua ricerca stilistica Arbesser riesce a sintetizzare un proprio estro costituito in apparenza da forti contrapposizioni e influenze. Le sue creazioni, infatti, presentano linearità e austerità nelle forme che si contrappongono al tessuto e alle trasparenze. Amante dell’architettura italiana del 900, cerca di unire in un’ unica sintesi artistica l’amore per la moda, l’estetica ed il fascino inconscio verso l’arte.

La donna Arbesser è decisa, audace e veste con abiti maschili, morbidi, capace di imporsi in una società in continua trasformazione. Confonde, ammalia e diventa frutto di perversione. Una figura androgina del tutto nuova.
La sua filosofia abbraccia anche concetti di architettura: linee pulite e strutture rigide, non a caso, predominano nelle sue collezioni.

Per la Milano Fashion Week, Arbesser e l’architetto Luca Cippelleti hanno scelto di collaborare con il fotografo Carlo Valsecchi, presentando la collezione nel quartiere 5 VIE, negli interni del Garage Sanremo di Milano. Per il suo quarto lavoro Arthur guarda e si ispira alla lezione di Blinky Palermo e a quella di Isa Genzken: accostamenti di materiali in apparenza in disarmonia fra loro come la spugna, il nido d’ape e il waxed nylon, sono stati scelti per le polo, le sue uniformi, e le giacche─che continuano a rappresentare quella che è la ricerca dello stilista spesso in bilico tra il maschile e il femminile. La scelta di dialogare con l’artista bresciano Valsecchi indica e sottolinea come Arbesser continui e voglia continuare a seguire quel percorso che porta alla possibilità di spiegare moda e arte con un’ unica definizione.