Essere al posto giusto al momento giusto non è cosa da tutti, anzi, è un privilegio di pochi fortunati.
Prendete questa prima affermazione ed accantonatela perché gli scatti del viennese Robert Rutöd raccolti nella serie Right Time Right Place mirano proprio a capovolgere questa convinzione. Il punto di partenza è abbastanza semplice: cosa succederebbe se ci trovassimo nel posto giusto al momento sbagliato? Saremmo lo stesso in grado di riconoscere quel luogo come “giusto”?

Rutöd ha passato gli ultimi 5 anni in giro per l’Europa cercando di capire se fosse possibile per una persona essere nel posto giusto al momento giusto. Trovarsi cioè nello stato ideale delle cose, dove tutto gli sia favorevole. Il risultato è una non risposta, o meglio una risposta aperta circondata da una sottile ironia di fondo che rende il tutto tragicomico.

I hope I have not succeeded in answering this question. Nothing fails more pathetically than an artist’s attempt to explain the world and its relationships. Rather, my work leads to the conclusion that the world cannot be explained. Once an exhibition visitor in New York told me that, when viewing my photos, she felt that the protagonists seemed to be kind of disobedient. I really liked that interpretation.

Guardando gli scatti sinceri, puntuali e beffardi, l’interrogativo stimolato dal titolo dato alla serie sorge spontaneo: è quello catturato un esempio di posto giusto al momento giusto? Come può essere affermato con certezza ciò? Uno spartito tenuto sulla giacca del collega davanti con delle mollette o i palloncini ad elio che ti investono all’apertura di una porta rappresento dei momenti giusti con tempistiche altrettanto giuste oppure qualcosa è andato storto? Robert Rutöd riesce nell’impresa di rispondere non esponendosi, lasciandoci nel dubbio che niente è come sembra, niente è come appare.
“L’essere umano è infelice perché non sa di essere felice”.

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