Guy Billout: Se non riesci a gestire la tua ansia, ironizza

In un’epoca in cui il successo a tutti i costi, le grandi aspettative, la competizione, le scadenze ed il tempo che scorre forgiano il proprio carattere, portandolo ad uno stato di “perenne tensione”, o più comunemente definito ansia, credersi immuni ad essa è già di per sé una forma d’ansia.

Questo non è solo un incipit alla “Saul Bellow”, ma una costatazione fatta osservando i comportamenti delle persone che ci circondano, dei nostri amici e colleghi, dei familiari, per non parlare di noi stessi. Si tratta di un’ansia generalizzata che spesso si manifesta con un’iper-attenzione, che paradossalmente diventa distrazione, distogliendoci dai reali obiettivi che ci eravamo preposti.

Cercare soluzioni per combatterla non è mai un percorso facile, il che spesso genera ulteriori frustrazioni. Ma a che serve cercare soluzioni logiche e razionali a problemi spesso inesistenti, per non dire surreali?

Il non più giovane illustratore Guy Billout nel tempo ci ha mostrato, attraverso i suoi disegni e i suoi libri per bambini, come ha superato, o “non superato”, le proprie ansie, ingigantendole mediante illustrazioni sottilmente ironiche. Pur conservando uno stile sempre nitido e lineare, elegantemente surrealista, Billout ci ha offerto, così, la sua visione paradossale ed umoristica della società, che poi tanto surreale non è.

Bio:

Nato in Francia a Decize nel 1941, nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, Guy Billout è cresciuto leggendo “Le avventure di Tintin”ed i fumetti di “Spirou et Fantasio”, da qui il suo umorismo-avventuroso tragicomico di matrice franco-belga. Si forma come grafico per la pubblicità all’École des Arts apliques de Beaune. Nella metà degli anni ’70 si trasferisce a New York, dove lavora come grafico pubblicitario. La sua carriera artistica prende una svolta decisiva quando il celebre grafico Milton Glaser (colui che ha disegnato il logo I LOVE NY), pubblica sulla rivista New Yorker un suo porfolio di disegni “da viaggio”. Da allora Billout ha intrapreso la strada della grafica, illustrando articoli e copertine per riviste come: The New Yorker , The Atlantic, The New York Times, Le Monde, Rolling Stone e The Washington Post. Tra i suoi libri: Bus 24, En Voyage,The Frog Who Wanteed to See the Sea, All the word’s a Stage, Harlin Quist, By Camel or by Car, Creative Editions.