L’arte è comunicazione.
La scienza necessita divulgazione.

Questa volta, a dispetto delle tante occasioni in cui artisti sfruttano alchimie di elementi o fenomeni fisici per creare suggestive rappresentazioni, la scienza usa l’abilità artistica per mostrare quanto forse è meno accessibile al comune spettatore: le neuroscienze.

Sono infatti interessanti le interazioni esplosive delle cinque stanze di NeuroArt, un percorso tra psiche e soma che fonde le finalità estetico-comunicative dell’arte con la concettualità gnoseologica delle neuroscienze, settore epistemologico interdisciplinare che nonostante la ricchezza dei contenuti trova molto spesso difficile chiarezza tra la gente comune (e purtroppo anche tra molti addetti ai lavori).

Ma andando in una logica computazionale, come una rete neurale, scopriamo il viaggio di NeuroArt:

  • nella prima stanza troviamo Francesca Rizzato e l’evoluzione del cervello, delle funzioni acquisite che differenziano ogni specie;
  • nella seconda Anni Garza Lau e le diverse specie, e le relazioni che intercorrono tra esse e l’ambiente;
  • nella terza stanza Lorenz Potthast e Andrea Santini, le cui opere, tra stimoli naturali ed artificiali inviano stimoli percettivi per il corpo e per le più alte strutture cognitive;
  • nella quarta stanza troviamo Martin Romeo, che attraverso la luce ci proietta in luoghi di ricordo e memoria;
  • nella quinta stanza, infine, il gruppo auroraMeccanica mostra con un gioco di ombre i poteri extrasensoriali e i casi studio del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) associazione di stima nazionale che annovera tra i suoi sostenitori anche storici divulgatori scientifici nazionali come Piero Angela.

Cinque stanze, per cento idee, sino al 2 novembre, dove come dopo ogni lavoro che soddisfa la fame di sapere, c’è anche posto per mille sapori con il collettivo Gastrovisione, giusto per ingannare con forme non conformi i gusti convenzionali.

Si racconta che nella celeberrima “Creazione di Adamo” di Michelangelo, l’artista abbia rappresentato nella figura di Dio anche una schematica bozza di una sezione sagittale del cervello umano.
Si racconterà che nella rappresentazione del sistema nervoso gli artisti raccontino della figura dell’uomo, un Adamo qualunque.

La mostra NeuroArt è in collaborazione con Toolkit Festival, Vibrisse e Officina delle Zattere.

NeuroArt è a cura di Manuela Enna e Martin Romeo
Palazzo Commenda di Prè, Piazza della Commenda 1, Genova
Dal 25 ottobre al 2 novembre 2014

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