“Some people believe they are made of stars. Pilar Zeta embodies the idea in every move she makes.”

Così recita il primo rigo della biografia sul suo sito.
E per “every move she makes” si può ben intendere ogni suo lavoro.

Immagini oltre gli schemi, surreali, sembrano celare i grandi misteri dell’universo.

Pilar Zeta è una visual artist che vive tra Berlino e Los Angeles. Ha lavorato con diverse case discografiche, come Island Records, Big Beat, Crosstown Rebels, Hotlfush, Get Physical e Ultramajic, per ideare le copertine di diversi noti album.

Un’artista autodidatta che ha ereditato lo spirito avventuroso e un punto di vista “cosmologico” dalla madre.

 “I’ve always been fascinated and highly influenced by UFOs. My mom is a strong believer that ‘the truth is out there.‘”

In pochi anni, Zeta ha creato sorprendenti opere d’arte e l’imballaggio per i più grandi promotori e musicisti elettronici.

Nel 2010 ha lanciato una sua propria agenzia multidisciplinare RAD, ispirata da Thoth, la divinità egizia della luna, sapienza, scrittura, magia. È co-fondatrice, insieme al partner Aedan Macdonald, di un marchio di stile  Holographic Universe  ed espone installazioni nelle gallerie di tutto il mondo.

Sin da piccola era attratta dal mondo del visivo, concentrata a combinare stili e colori.
Tuttavia, non essendo una grande fan dell’apprendimento all’interno di un ambiente istituzionale, l’artista impara da sola ad usare Corel Draw e Photoshop già da adolescente, per cui dopo la scuola non ritiene opportuno andare al college per studiare graphic design. Si iscrive ad un corso di moda della sola durata di due mesi, durante i quale realizza i suoi lavori sempre ed unicamente utilizzando  il computer .
Grande appassionata di musica, è sempre stata ossessionata dalle copertine dei cd dei suoi fratelli, e già da piccola sognava di poter fare un lavoro del genere per vivere.

Il fascino che l’universo, l’astrologia, il cosmo, esercitano  su di lei, non è un fattore casuale. La mamma, infatti, è fortemente interessata agli avvenimenti paranormali e alla metafisica.
Tutto ebbe inizio negli anni ’90, quando dichiarò di aver avuto dei contatti con una forma di vita aliena. Zeta, essendo molto giovane, ne rimase inevitabilmente colpita.

“I was really young and also the youngest in my family and I got really influenced because I was the most connected to her. I started feeling that there was something else which was not tangible.”

Questo suo modo di pensare si è rafforzato con gli anni ed ora si materializza all’interno dei suoi lavori.

All’interno del lavoro di Zeta si ritrova l’esplorazione della geometria sacra, simboli, mitologia e un senso generale dell’esistenza di un essere superiore. Una comunicazione forte, ma allo stesso tempo misteriosa e intrigante, che invita il lettore a porsi delle domande e lo spinge ad una conoscenza più ampia, che va oltre il conosciuto e il concreto.

Il lavoro di Zeta non è semplicemente un lavoro digitale, ma è un po’ di tutto: disegni, scansioni, pittura, ma soprattutto l’artista lavora con la mente. Quando ha visivamente presente e chiaro nella sua mente ciò che vuole rappresentare, allora comincia ad usare i software, facendo un mix di Illustrator, Photoshop e Cinema 4D.

Nel 2013, in collaborazione con Jimmy Edgar, artista di musica elettronica e fotografo, Zeta fonda Ultramajic, un’etichetta concettuale che comprende musica, fotografia, arte, video 3D, oggetti, carte di magia, e installazioni multisensoriali.

Attraverso uno dei suoi cosiddetti RAD Believers, Zeta conosce Aedan Macdonald nel 2012. Con l’idea di trasferire l’arte sul tessuto, i due fondano Holographic Universe nel 2014. Il marchio di moda, con sede a Los Angeles , è anch’esso influenzato dal fascino del cosmo, dalla scultura neoclassica e dal viaggio nel tempo. La loro prima collezione, intitolata Ganymede, dopo Saturn’s Moon, è caratterizzata da tonalità forti e stampe astratte.

La scorsa primavera, Zeta ha annunciato la chiusura di RAD, la sua agenzia, per spostarsi a Los Angeles e concentrarsi sulla creazione di una piattaforma artistica a suo nome.

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