Brendon Burton ha iniziato a far parlare di sé nel 2012,  anno in cui ha completato  il suo primo progetto fotografico “365”.

Difficile ritrarsi? Lui è riuscito a farlo ogni giorno per un anno, senza stancarsi mai e producendo ogni volta un’immagine interessante. Allora, a soli diciotto anni è riuscito a fare della sua vita una collezione di foto in cui ogni dettaglio, curatissimo, serve a rendere maggiormente la sua quotidianità. Che sia circondato da fluttuanti lettere o a pancia all’aria su un prato, Brandon ha trasposto le ventiquattro ore di ogni giornata in attraenti quadri concettuali. Ogni foto è al di là della dimensione spazio-tempo, unica e significativa su ciò che è la vita. La stessa vita che spesso viene sottovalutata, esaltata e studiata dal particolare all’universale per cui anche le semplici cose assumono un’importante identità.

“This project has been an amazing learning experience. Taking a photo everyday has given me confidence, pushed me to try things I normally wouldn’t, and has documented my progress throughout a very important year of my life. I have found a way to express myself, and I hope to pursue a future career in photography.”

Tra i suoi ultimi progetti,  la serie “The Mourning Period – a series on death and the lingering effects it has on us”. Tre foto che danno nuovo valore ai fiori, diffuso simbolo di freschezza e vita, che adesso intimoriscono l’osservatore nascondendo particolari che alludono alla morte e alla solitudine. Tra i fiori, una mano sembra inutilmente voler fuggire.

Le fotografie di Brendon sono singolari allegorie ricche di citazioni di ogni provenienza. Difficili da interpretare, fanno sì che l’osservatore facilmente si perda con lo sguardo e la mente e resti ad interrogarsi su ciò che angoscia e preoccupa il fotografo.

Spesso ci si imbatte in inquietanti cornici fotografiche, come nebbiosi boschi in cui solitari personaggi si aggirano senza meta. Altre volte, l’obbiettivo è puntato ad accentuare il binomio vita-morte, centrato quasi sempre a sottolineare l’imponenza della morte.

La fuga dalla realtà è l’altro tema approfondito dal fotografo, che attraverso effetti speciali di postproduzione comunica al mondo quanto attraverso l’arte l’uomo possa astrarsi dall’esistenza, seguire il trascendente ed essere libero.

Brandon non smette di stupire pubblicando sul suo sito personale nuovi progetti e stimolanti fotografie.

Segui Brandon Burton anche su tumblr.

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