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Classe 1977, cileno di origini ma americano di adozione, Sebastian Errazuriz è un creativo a tuttotondo. Di recente lo abbiamo ascoltato al TEDx Martha’s Vineyard con un discorso toccante e introspettivo intitolato Step back and look again, in cui spiega il suo personale approccio all’arte ed alla progettazione.
La sua ricerca non può, di certo, essere inserita all’interno di un unico, benché capiente, contenitore: ne è lui stesso consapevole ed in prima persona prova a tracciare i confini linguistici delle sue “creature”, costringendole in 6 sottocategorie che spaziano dall’astrazione artistica alla funzionalità progettuale.

Magistral Cabinet e Magistral Chest sono sculture pungenti dall’animo funzionale, contenitori egocentrici ma riservati. A metà strada tra lignei ricci domestici e lo UK Pavillion di Shanghai 2010 firmato dallo Studio Heatherwick, i Magistral, costringono gli spettatori a perdersi negli oltre 80.000 aculei (tasselli interamente lavorati a mano da un’equipe di 12 ebanisti) che all’interno custodiscono i propri effetti personali. Ironica rappresentazione del confine che divide arte e design, funzionalità e simbolismo, indagine fortemente legata al lavoro dell’artista.

Da qui in avanti, i pungiglioni dell’artista cileno si espandono e mutano: un’evoluzione darwiniana da orpello destabilizzante a costole che proteggono ed enfatizzano il loro contenuto. La continua sperimentazione nei sistemi di apertura e scorrimento delle ante, si manifesta in Samurai Cabinet in cui 400 elementi mobili in legno di acero laccato, indipendenti l’uno dall’altro, vanno a formare uno scheletro permeabile dalle infinite configurazioni.

Un tumulto tettonico, uno tsunami di pure (white) freshness, questo è Wave.

Rigoroso nel suo innocente inanimato anonimato, spregiudicato e sorprendente quando la mano modella le sue traiettorie. E’ con questa sculptural furniture, come lui stesso le definisce, che Sebastian Errazuriz reinterpreta il concetto di dinamicità, educando lo spettatore a non vivere passivamente la casa.

Anche Explosion, una deflagrazione controllata di doghe in acero che si estende al limite della stabilità, fa parte della collezione presentata alla personale Look Again al Carnegie Museum of Art di Pittsburgh (Pennsylvania) che si concluderà il prossimo 12 gennaio.

Attraverso mobili interattivi meticolosamente costruiti, Sebastian Errazuriz sorprende, provoca, e si impegna ad ogni turno, chiedendo agli spettatori di ripensare il quotidiano per affrontare la caducità della vita e mettere in discussione lo status quo. Un talento, quello di Errazuriz, accentuato dalla capacità di essere allo stesso tempo scioccante e irriverente, di una sensibile tangibilità.

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