Provenienti dalla conclamata scuola belga, Filip Arickx (A.F.) e sua moglie Un Vandevorst (aka A.F. Vandevorst) hanno lanciato la loro prima collezione a Parigi nell’ormai lontano 1988, seguita poi da una collezione di calzature nel 2003 ed una successiva di lingerie.

Caratteristiche del loro stile sono i contrasti forti fra tessuti e texture, colori e nuance utilizzate anche in stratificazioni, giacche sartoriali rivisitate in versione botton-down o le tipiche mantelle dall’allure drammatico e malinconico.

Per la collezione P/E 2015, presentata in una sfilata a Parigi lo scorso settembre, A.F. Vandevorst ci raccontano di una donna pilota che vola per il mondo alla scoperta di terre nuove indossando abiti tipici del guardaroba di un paracadutista.
La sfilata si apre con un abito che sembra essere appena uscito dallo zainetto di un aeronauta, un abito spettacolare e imponente, che copre quasi l’intera lunghezza della passerella.
Seguono lo stesso filo conduttore anche le giacche e i trench strutturati in modo da sembrare costantemente contro vento, abiti dalla grande presenza scenica, che conservano una genuina forza espressiva seppur di difficile portabilità.

In un misto tra poesia e prosa, la seta leggera e femminile si lega a stampe piumate e si intervalla a tute chiaramente militari che esaltano la forza e la forma del corpo femminile.
Un viaggio nella fantasia, che rimanda più o meno velatamente al fascino di Amelia Earhart che, prima tra le donne, agli inizi degli anni 30 attraversò l’oceano atlantico in aereo.

I colori sono quelli tipici delle strategie militari e quindi forti nel loro significato prosaico: si va dal classico verde militare, al nero, al grigio e all’arancione per poi finire col bianco. Abiti strutturati o letteralmente plasmati dal vento con vaghe allusioni alla carta carbone stropicciata.
Si conclude così il viaggio fantasioso tra prosa e poesia di A.F. Vandevorst con un atterraggio su terra ferma senza sbavature o imprecisioni grazie anche ad un paracadute decisamente avantguarde.

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