Kiva – I droni che lavorano nei magazzini di Amazon

Come per la maggior parte dei commercianti, il periodo delle vacanze è il momento più impegnativo dell’anno per Amazon, che l’anno scorso è riuscito a vendere l’incredibile cifra di 426 articoli al secondo per un totale di 36 milioni di oggetti in in poco più di un giorno a dicembre 2013.

Per fronteggiare al meglio questo vero e proprio assalto, l’azienda ha speso 775 milioni di dollari nel 2012 per acquistare la Kiva Systems, una startup di base in Massachusetts che crea dei piccoli robot in grado di portare in maniera efficiente la merce dagli scaffali del magazzino ai dipendenti. Immaginatevi quindi oltre 15.000 di questi robot in uso in 10 grandi magazzini che loro chiamano “fulfilment centres” e che contribuiscono al funzionamento efficiente del colosso con sede a Seattle facendo in modo che la merce venga spedita il più velocemente possibile. I robot Kiva sono in grado di poter trasportare scaffali fino a 340 chilogrammi seguendo una griglia invisibile posta sul pavimento e identificata da codici a barre stampati a terra.

The amazon fulfillment teams are dedicated to innovating in our fulfillment centers to increase speed of delivery while enabling greater local selection at lower costs for our customers. The advancements in our latest fulfillment centers hit all three of these customer desires while continuing to provide a work environment that is great for employees.

Afferma Dave Clark che ci tiene molto a precisare che l’uso dei robot non andrà ad intaccare i posti di lavoro degli 80.000 dipendenti. L’utilizzo infatti è solo ed esclusivamente per eliminare la parte poco divertente della catena produttiva.

Kiva’s doing the part that’s not that complicated. It’s just moving inventory around,” Clark says. “The person is doing the complicated work, which is reaching in, identifying the right product, making sure it’s the right quality, making sure it’s good enough to be a holiday gift for somebody.

Per le consegne coi droni si stanno attrezzando (pare ci vorranno ancora 4 o 5 anni), ma intanto le care renne di Babbo Natale hanno trovato dei validi sostituti.
Benvenuti nel futuro.