Immaginate di non riuscire a trovare i mezzi necessari per esprimere ciò che avete in testa.
Immaginate però di poter parlare con Calvino, Pavese, Donghi, Magritte, per carpire nell’attimo della creazione come la mente sia assorta in un racconto unico e particolare.
In questo modo sarebbe quindi possibile riuscire a fare vostri i loro racconti per utilizzarli come strumenti che raccontino idee e ricordi reconditi.

Paolo Ventura, classe 1968, è un fotografo italiano di spiccata personalità che utilizza tutti i mezzi della comunicazione per raccontare le idee racchiuse nella sua laboriosa mente. Quelle di Paolo Ventura, insomma, non sono semplici foto, ma veri e propri sogni tradotti in immagini.
Armato di creatività, pazienza e fantasia, questo fotografo ricrea nel suo ufficio spettacolari set in miniatura, tutti dotati di dovizia di particolari, dettagli che sanno fare la differenza. Gli scatti di questo artista sono unici, surreali; i soggetti si trovano in uno spazio e in un tempo indefinito che appare tuttavia familiare agli occhi di chi guarda.

Ma come si crea un’opera così ricca?
Ventura parte da un’idea, da una vecchia foto, da un ricordo e da bravo progettista realizza lo schizzo, studiando attentamente le scene, poi realizza il suo set, costruendo città e personaggi. Infine, scatta una serie di foto con la polaroid da diversi punti di vista, ne sceglie una e la porta in tasca per giorni per essere ancora sicuro che quello scatto sia convincente. Solo allora realizza la foto definitiva.
Le scene nelle foto di Ventura mostrano luoghi solitari, a volte vuoti, a volte popolati solo da un paio di persone, una in primo piano, altre quasi di passaggio. Scene che sembrano voler rispondere in qualche modo a domande non pronunciate, scene che vogliono indagare sul senso della vita.
La mostra di Paolo Ventura sarà visitabile ancora fino al 24 Gennaio 2015, alla Galleria del Cembalo a Roma.

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