La poesia del flower artist Azuma Makoto

“C’è una bellezza nello sbocciare e una nello sfiorire”

Potrebbe essere riassunta così la filosofia di Azuma Makoto, flower artist giapponese, la cui carriera è cominciata come commerciante in Ota Market, uno dei più grandi mercati di piante e fiori ornamentali in Giappone. La bellezza della sua arte risiede nella caducità della stessa ed è questo aspetto che induce a riflettere sull’essenza del momento.

Dopo un iniziale interesse per la musica, Azuma scopre gradualmente di essere attratto dalla botanica, tradizione artistica molto viva in Giappone che si esprime sotto forma di composizioni floreali, ciò da cui Azuma Makoto ha sempre cercato di prendere le distanze. Le sue opere sono differenti perché non rispettano il format della composizione, non riguardano una bellezza puramente estetica ma ne estendono il significato alla considerazione assoluta di piante e fiori, a partire dal periodo di fioritura fino all’inevitabile appassimento.

“La vita di piante e fiori è molto più transitoria della nostra. Bisogna essere sensibili ai loro cambiamenti, ai periodi di fioritura e a quelli si sfioritura. Solo mantenendo l’armonia con tutto ciò si è in grado di cattura la loro bellezza intrinseca.”

L’ultimo viaggio lo ha condotto in Amazzonia dove “c’è tantissimo da scoprire, compresa la cultura locale che esalta la semplicità e la connessione diretta con la natura”. È lì che ha trovato nuovi stimoli ed ispirazioni per superare le convenzionali composizioni floreali giapponesi, riuscendo a concentrarsi del tutto sulla maestosa energia sprigionata dalla foresta e sui milioni di colori e combinazioni esistenti in natura.

Una carriera degna di nota, dunque, per il maestro dei fiori, colui che di una passione ne ha fatto un lavoro grazie anche a collaborazioni con Dior, Helmut Lang, Hermès e Lego.

Azuma Makoto nasce in Giappone nel 1976. Entra nel flower business nel 2002 quando diviene proprietario del negozio di fiori JARDIN des FLEURS e comincia a far carriera come flower artist a partire dal 2005. Dal 2007 al 2009 ha diretto una galleria privata AMPG in cui esponeva le proprie creazioni. Sempre più attratto dalla botanica aprirà nel 2009 un laboratorio sperimentale “Azuma Makoto Kaju Kenkyusho” (abbr. AMKK; che significa “Istituto Botanico di ricerca di Azuma Makoto”) e da quel momento ha ampliato l’attività artistica seguendo le infinite potenzialità delle piante.