Arte e attivismo – Ai Weiwei al servizio di Alcatraz

Tutti conoscono la storia di Alcatraz. Tutti possono immaginare cosa avveniva in quelle celle fredde, attraverso quelle pareti buie, in quell’isola dimenticata dal resto del mondo. Il più noto carcere duro, dove venivano rinchiusi i più pericolosi criminali o i detenuti che già una volta avevano tentato di evadere, chiuso solo nel 1963 per l’impossibilità di sostenerne le spese.

Oggi Alcatraz ospita Large, una raccolta di installazioni site-specific dell’artista cinese Ai Weiwei, in mostra fino al 26 aprile. Ben sette istallazioni, ognuna in un locale dell’ex carcere, che uniscono alle profonde radici della sua cultura, le sensazioni che vive un carcerato dietro le sbarre.

Proprio Ai Weiwei ha infatti vissuto in prima persona l’esperienza del carcere, in quanto artista e attivista politico, noto appunto per la continua indagine riguardo i diritti umani e la democrazia nel governo cinese. Dal suo studio di Pechino Ai Weiwei studia ogni minimo particolare per l’impossibilità di uscire dalla sua città, e realizza una delle opere più colossali alle quali forse potremmo mai assistere, caratterizzata da una profonda continuità di senso e di sensi, a cui rende partecipi e attenti gli occhi degli spettatori e gli occhi di chi è stato costretto, come lui, alla vita dietro le sbarre.

Alcatraz rinasce per una nuova luce, e non per riservare ancora una volta drammi ad un nuovo detenuto, ma per offrire una possibilità di analisi, di racconto, ad ogni singolo spettatore. Alcatraz si apre come mai aveva potuto fare prima, per sostenere i diritti umani, soprattutto la libertà di espressione, avvalendosi di un mix di arte tra scultura, musica, arti minori, tutti dediti alla libertà di comunicazione.

With wind è la prima istallazione sita nell’edificio della vecchia industria carceraria, dove è disposto l’aquilone del drago cinese, da sempre simbolo di potere. Costituito da tante piccole parti, oltre ad altri aquiloni a forma di uccelli, il drago incarna le grandi personalità della storia che sono state rinchiuse con l’esclusivo fine di reprimerne la libertà di parola.

Con Trace, invece, Ai Weiwei contrappone al mito cinese la realtà, realizzando una pavimentazione composta da ben 176 ritratti di personalità di tutto il mondo, dall’artista stesso definiti “eroi del nostro tempo”, perché imprigionati o esiliati per le proprie convinzioni politiche. Tutti i ritratti sono realizzati in Lego, nelle tinte innaturali che quasi richiamano i ritratti di Warhol, quasi come per realizzare “icone” moderne, selezionate per essersi “sacrificati” per i propri ideali.

Con Refraction, come con With Wind, ci si ritrova di fronte alle fattezze di un volatile. In questo caso, però, le ali non sono composte di leggiadri piume, bensì di pesanti pannelli metallici, ancora ad evocare la pesantezza della libertà considerata in questo caso come un vero e proprio fardello. L’opera così imponente costringe i visitatori ad un percorso obbligato, nello spazio ristretto, evocando la cruda realtà a cui sono stati costretti i detenuti.

Ad Alcatraz, i detenuti erano costretti a vivere soli in un’unica cella. È la linea guida dell’installazione Stay Tuned che sfrutta lo spazio di dodici celle disposte in blocco. L’installazione artistica è in questo caso musicale, infatti i visitatori sono accompagnati a sedersi all’interno delle celle (ognuna con una musica diversa), e ad ascoltare poesia e musica, parole pronunciate da coloro che sono stati costretti al fermo a causa della propria espressione artistica. Così facendo, Ai Weiwei pone in forte contrasto l’emotività concessa dalle parole avvolgenti contro l’isolamento causato dalle celle.

Illumination si svolge all’interno di alcune camere di ingresso dell’ospedale di Alcatraz, dove venivano isolati i detenuti malati di mente. Il gioco di luce, offerto da una finestra perfettamente quadrata di piastrelle di vetro, rende impressionante lo spazio, attraversato da una musica tibetana che invoca i poteri di guarigione degli uccelli. Ancora una volta, il richiamo al mondo e alla libertà dei volatili cerca di risanare il dramma di coloro che hanno attraversato quelle carceri e assistito all’atmosfera fredda e inquietante del vivere dietro le sbarre.

Con Blossom, Ai Weiwei trasforma i bagni delle celle della zona ospedaliera di Alcatraz in preziose fioriere. L’installazione è costituita da bianchissimi e delicati fiori di porcellana sistemati in lavandini, vasche e servizi igienici. I fiori offerti sono un omaggio ai detenuti, a cui si intende donare un po’ di conforto. Ma i fiori ancora una volta sono il richiamo alla Cina di Ai Weiwei: non solo un omaggio alla tipica arte cinese, bensì il ricordo della campagna dei “Cento fiori” del 1956, per rappresentare un brevissimo periodo di tolleranza del governo cinese riguardo la libertà di espressione.

Large si conclude con Yours Truly. Con questa installazione, posta nella sala da pranzo di Alcatraz, Ai Weiwei offre agli spettatori la possibilità di comunicare con i detenuti rappresentati nei ritratti di “Trace”. Anche in questo caso, le cartoline sono decorate con disegni di uccelli e paesaggi delle nazioni di origine dei detenuti. L’artista, con questa ultima tappa, vuole portare all’attenzione dello spettatore l’importanza della comunicazione dei detenuti nelle proprie celle e, di conseguenza, la possibilità di poter avere uno spiraglio di luce verso l’esterno.

Large si conclude così, lasciando aperta allo spettatore una profonda analisi. Una mostra artistica che non è solo arte, ma qualcosa di più intenso, profondo, essenziale e ben radicato. Ancora una volta l’arte come forma di comunicazione al servizio dell’uomo.