Matite in alto per le vittime del Charlie Hebdo

La libertà di espressione è il pensiero indiscusso alla base di ogni tipo di espressione artistica. È un diritto.
E togliere la libertà di espressione ad un’artista, qualsiasi tipo di artista, è come togliergli il respiro.

Quanto successo nella sede del Charlie Hebdo lo scorso giovedì lascia senza parole, ma non senza la voglia di esprimersi.

Milioni di persone, da ogni parte del mondo, hanno impugnato penne e matite, mouse e tavolette grafiche, per rispondere all’attacco fatto al giornale satirico francese.

In prima fila, due artisti francesi di cui Artwort già ha parlato:
Thomas Lamadieu, artista francese che cammina con il naso all’insù e immortala i frammenti di cielo racchiusi tra i palazzi, interpretandone le forme attraverso la propria immaginazione.

E YAK che, fedelmente accompagnato da Elyx, il simpatico ed esuberante omino stilizzato che esce dal suo block note, partecipa in prima persona al silenzio piombato su Parigi negli scorsi giorni… invitandoci però a sorridere di nuovo con la sua ultima immagine pubblicata.

Era impossibile rimanere in silenzio anche per Dan Perjovschi che quotidianamente si esprime, attraverso una parete bianca e black markers, per raccontare e denunciare, con ironia e cinismo, quello che accade nel mondo.

Non poteva mancare, poi, il contributo dei più noti illustratori italiani.

Domenico Rosa, che dal 1986 lavora come illustratore presso Il Sole 24 Ore, è giornalista professionista e scrive, per lo stesso giornale, di illustrazione, grafica e fumetto.

Enrico Pantani, illustratore e vignettista classe 1975, rappresenta situazioni in equilibrio tra il non-sense e il disvelamento di tutta la stupidità del nostro vivere. Nella presentazione di Konflitto, la sua ultima mostra tenutasi l’anno scorso a Volterra, afferma:

“Le tele e i disegni a cui sto lavorando parlano del cetriolo per non raccontare cose scomode, per non arrabbiarsi esplicitamente con qualcuno di preciso, per dichiarare un po’ in disparte che in giro esistono situazioni indigeribili.”

Giacomo Bevilacqua, classe 1983, diplomato alla scuola internazionale di comics, rappresenta il panda che l’ha reso famoso nel 2008 con l’uscita delle vignette, inizialmente pubblicate sul blog del fumettista e in seguito raccolte in volumi cartacei, della nota serie intitolata A Panda piace….

Anche Ratman, noto personaggio dei fumetti creato da Leo Ortolani nel 1989, alza una bandiera per le vittime del Charlie Hebdo.

Guido Silvestri, più conosciuto come Silver, creatore del personaggio umoristico di Lupo Alberto, raffigura Enrico La Talpa armato di spada e scolapasta.

Silvia Ziche, nota fumettista italiana classe 1967, lascia parlare Lucrezia, il suo personaggio più recente che appare settimanalmente sulle pagine di Donna Moderna in preda alle sue crisi sentimentali.

A chi dovrebbe andare l’ultima parola se non a lui, Jenus.
Una reinterpretazione del Messia, creato da Alesssndro Mereu, sotto lo pseudonimo di Don Alemanno, nato come fumetto online nel luglio 2013. Jenus è in realtà il figlio di Dio, ma non ricorda di esserlo per il forte impatto subito nella sua discesa sulla terra che gli ha causato una perdita di memoria, rendendolo un arrogante, menefreghista, amante del rock.

Nella carrellata di immagini che abbiamo selezionato per voi, non possono mancare le immagini dai vignettisti dei grandi giornali mondiali, nonchè quelle dei colleghi arabi dei giornalisti e disegnatori di Charlie Hebdo.

Un ultimo contributo viene dall’interno della nostra redazione con un’illustrazione ad opera di Micol Salomone.