La notizia in breve: il dipartimento ATI (Art and Technology of Image) dell’Università Paris 8 ha deciso che non utilizzerà più Adobe Photoshop, ma il programma open source Krita.
Decisione motivata non solo dal risparmio economico e dallo scarso supporto ricevuto da parte di Adobe, ma anche e soprattutto perché il dipartimento ha lo scopo di formare gli studenti sia all’utilizzo di software di grafica (2D, 3D, VFX e Compositing) che allo sviluppo di proprie codifiche (imparando il linguaggio di programmazione Python, C# e C++).

Quelli di Krita hanno ovviamente preso bene la notizia ed hanno elencato i motivi per cui è stata fatta questa scelta:

The most appreciated features were the long list of Blending modes, the Wrap around ‘W’ texture modes, the possibilities of doing complex compositing with the layer stack (e.g. clone layers) and of course the opportunity to study the code and tweak it.

Caratteristiche non incluse in Adobe Photoshop.

Quello che possiamo ricavare dalla vicenda, senza prodigarci in discussioni sui pro ed i contro dei programmi open source, è che molto spesso ci fermiamo alla soluzione più conosciuta senza cercare sul mercato qualcosa di meglio per le nostre specifiche esigenze. La scelta del dipartimento ATI è sicuramente coraggiosa e va in questa direzione e noi non possiamo che appoggiare chi ha il coraggio di rischiare.
D’altronde, è anche lo spirito dietro Artwort: “esplorare ed andare alla ricerca di qualcosa di nuovo“.

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