“Non si può apprezzare la luce senza vedere scuro, è solo attraverso il contrasto che gli oggetti sono in grado di essere visti e sono in grado di esistere.”

Nobuhiro Nakanishi fonda il suo approccio all’arte sullo studio tra la percezione individuale e la percezione comune.
All’osservazione di un oggetto affiora sempre una sensazione comune, ma, com’è ovvio, ognuno di noi ha le proprie percezioni legate al proprio modo di essere, osservare e ascoltare.

La differenza tra le percezioni si è avuta nel corso dei secoli in campo artistico: se in epoche antiche si cercava una visione più descrittiva dello spazio in maniera dettagliata e ben definita, come accadde nella prospettiva, successivamente gli artisti hanno cercato di esprimere la loro visione individuale attraverso la loro personale interpretazione.

Nobuhiro Nakanishi, attraverso la sua opera, si pone a metà di questo cammino e anche a metà tra arte e fotografia. L’opera infatti trae origine da una serie di fotografie dello stesso soggetto, scattate a nette distanze temporali, in un infinito rapporto spazio-tempo.

In questo modo, le immagini che ne risultano sono la visione completa di un paesaggio nell’arco di una giornata, di una macchia di inchiostro che si espande su carta velina, del movimento delle nuvole nel cielo. Le immagini, ben fissate su pannelli di pexiglass, prendono vita come in una sorta di infinito ologramma che si muove dinamicamente e rimanda ad echi lontani, la cui variazione prende piede in tre dimensioni: lo spazio, il tempo e l’emozione che ognuno associa ad un preciso pannello, dunque ad un preciso istante.

L’approccio di Layer Drawings è efficace perché estremamente semplice: esso chiarisce il rapporto tra i nostri sensi e una temporalità a-temporale, in quanto lo scorgere di quelle immagini che prendono vita danno il senso di continuità, progressione, infinito.

Con la sua arte, Nakanishi produce paesaggi ipnotizzanti. La scena diviene suggestiva perchè ad ogni passo, in ogni pannello, l’osservatore può notare i cambiamenti più impercettibili. Ogni “livello” diventa in questo modo quasi un paesaggio a sé stante ed è solo attraverso la contemplazione dell’opera completa che si ha una visione totalizzante dei momenti fotografati in un viaggio temporale.

Con il suo particolare modo di vedere l’arte, Nakanishi analizza il modo in cui percepiamo il mondo, sperimenta il passaggio da una visione bidimensionale ad una tridimensionale, regala all’osservatore la capacità di vedere oltre una singola superficie lasciandolo attraversare paesaggi che, diversamente, non avrebbe potuto esplorare.

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