Lavorare a mente aperta – Bedow

Ci siamo imbattuti casualmente nel portfolio di Bedow, pluripremiato studio grafico svedese gestito da Pernicals Bedow e, credeteci, siamo molto contenti di averlo fatto. Guardando i prodotti realizzati per una vasta gamma di aziende e organizzazioni –molte all’interno del settore culturale– si può ammirare una selezione di lavori semplici e meravigliosamente puliti.

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È probabile abbiate già visto, o quanto meno sentito parlare, di alcuni dei loro risultati più imporanti se, ad esempio, conoscete o avete avuto modo di imbattervi nella società Polyester per la quale hanno realizzato una nuova brand identy con tanto di logo ottenuto utilizzando i segni tipici del linguaggio di programmazione. Un’opera di decostruzione quindi per costruire poi qualcosa di diverso, ma affine.
Un altro lavoro che ha avuto molto successo è il packaging realizzato per la marca di birra danese Mikkeller per la quale hanno ideato delle etichette sensibili al calore in modo da capire e sapere sempre se la birra sia ancora fredda o meno.
Abbiamo quindi deciso di intervistare il fondatore per saperne di più e carpire alcuni aspetti della società che non sono visibili in superficie.
In particolare, molto interessante è la riflessione di Pernicals nata dalla domanda su come ci si comporta quando il cliente non è soddisfatto dell’operato svolto.

«Al giorno d’oggi c’è molta insicurezza quando si tratta di comprare design. Le aziende vogliono somigliare alle altre aziende e pochi responsabili di marketing hanno il coraggio di spingersi oltre il confine di ciò che si trova in giro. Le agenzie di design stabiliscono delle linee guida per i loro clienti, mostrano loro le altre aziende e i trend che seguono, li educano a somigliare agli altri. In questo modo possono vendere più servizi sul modello di un design ormai superato. Noi proviamo a non lavorare in questo modo, proviamo invece a spiegare al cliente il vantaggio di essere unici. […]»

L’intervista integrale a Perniclas Bedow la trovate sul primo numero di AWM.

We ran across Bedow’s portfolio, an award-winning Swedish art studio managed by Pernicals Bedow, and we are proud of this. Looking at the products created for a wide array of companies and organizations (many of these belong to the cultural area), we can admire a selection of simple and wonderfully polished works.
Probably you have already seen or you heard about some of their most important achievements like, for example, the Polyester society for which they designed a new brand identity with a logo obtained from the typical signs of the programming language. It is a kind of useful deconstruction to create something new but at the same time similar.
Another successful work is the packaging of the Swedish beer Mikkeler, they designed a sticker sensitive to the heat that indicates if the beer is cold or not.
For these reasons, we decided to interview the founder to learn something more and to understand aspects of the society that cannot be seen from the outside.
In particular, it is very interesting Pernicle’s reflection on customer’s reaction to unsatisfactory actions.

«There is an insecureness when it comes to buying design nowadays. Companies want to look like other companies and few marketing managers dare to push the boundaries of what is possible to look like. Design agencies arrange “trend travels” for their clients to look at other companies, they educate them to look like others and show them mood boards of how others look like. That way they can sell more services when the first design is outdated. We try not to work that way — we try to tell the client the strength of being unique instead. […]»

You can find the full interview on AWM #00