Il “portrait”, equivalente del termine italiano “ritratto”, è la rappresentazione di una persona. La sua comunicabilità è direttamente proporzionale alla capacità e alla sensibilità dell’artista di riuscire a descrivere, attraverso l’utilizzo di un mezzo, una persona nelle sue fattezze, caratteristiche e particolarità.
Torniamo a parlare di Vito Russi con la sua serie di scatti “Polk4dots”.
Il fotografo definisce i suoi scatti “Patterned Portrait”. Simili a collage o patchwork, le fotografie di Vito Russi hanno la particolarità di poggiare su un frame digitale costituito da una stampa seriale di punti.
Con l’utilizzo della macchina fotografica e della post-produzione, Russi ha saputo allontanarsi dal concetto di portrait classico e produrre immagini diverse, nuove e divertenti.
Il fotografo oscura il viso dei suoi soggetti riprendendo la grafica puntiforme delle cornici e riesce a legare cromaticamente il tutto grazie all’uso della scala di grigi.

“POLK4DOTS” è un esperimento semplice per tentare di dare un twist artistico e, a tratti, inquietante a dei ritratti che altrimenti sarebbero risultati abbastanza scontati. La serie è formata da 8 foto in cui i soggetti hanno il viso ricoperto da pattern geometrici diversi. Una cornice intorno all’immagine, riprende il pattern del volto. Tutte le foto sono in bianco e nero e scattate da me.

L’intera serie è stata pubblicata da PhotoVogue ed una delle foto è stata selezionata dal Museum of Modern Art di San Francisco per essere pubblicata sul suo tumblr ufficiale.

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