Fiori violenti: fototropismo verso la forma – Mattia Bosco per Atipografia

Questa settimana su Artwort si torna a parlare di Atipografia, l’ampio spazio policulturale fondato dall’artista internazionale Andrea Bianconi e dalla curatrice Elena Dal Molin.

Dopo “Tunnel City” e le “Coordinate Invisibili”, spetta all’artista Mattia Bosco l’allestimento della rimodellata tipografia ottocentesca con sede ad Arzignano (Vicenza).

Con “Fiori violenti: fototropismo verso la forma”, in mostra dal 21 marzo, lo sculture Mattia Bosco ha voluto ridare vita a tronchi di legno e residui di alberi abbattuti recuperati nel territorio del comune di Arzignano.

Il termine fototropismo, attinto dalle parole dello scienziato Charles Sanders Peirce, descrive il fenomeno naturale attraverso il quale gli alberi modificano la loro forma per cercare la luce esteriormente, e l’acqua e i sali minerali sotterraneamente. Questa volta Mattia Bosco ha voluto comparare il fenomeno al “fototropismo umano verso la verità”. Attraverso l’installazione site specific, l’uomo impara a condividere esperienze nuove con la natura e a rispettarla.

Una cattedrale di ossa vegetali”, così come specificato dall’artista, ci porterà a riscoprire l’essenza e l’energia non visibile all’interno degli alberi. Tronchi spezzati che diventano “ultimi fiori”, mostrano al loro interno dei triangoli appositamente inseriti sul legno dall’artista per estorcere la libertà e la luminosità del mezzo.

Nato nel 1976 a Milano, Mattia Bosco si avvicina all’arte dopo aver seguito un corso di filosofia. L’artista è dell’idea che la scultura , come rimodellatrice di materiali già preformati, sia capace allo stesso modo di plasmare il nostro rapporto con le cose e con la nostra stessa corporeità.

La mostra sarà accompagnata da incontri letterari sul tema con Benedetta Tobagi, Orazio Labbate, Maurizio Torchio, Alcilde Pierantozzi e Luigi Meneghelli. Durante tutto il periodo dell’esposizione sarà attiva una raccolta fondi per ristrutturare permanentemente la struttura della sede di Atipografia, ad opera di Mattia Bosco che, per l’occasione, ha deciso di modellare il marmo “materia fondamentale e imprescindibile componente temporale”.