Aggirandosi la sera per gli ordinati sobborghi di Syracuse, nello Stato di New York, la schiera di villette allineate e regolari è interrotta da un elemento estraneo e fiabesco, che emana una soffusa e impalpabile luce. Infantile e profonda nella sua semplicità, Haffenden House è una sottile striscia di purezza atterrata lì per offrire una nuova concezione di abitazione, irridente e spiazzante come la Ice House di Gianni Pettena, installazione del 1972 a cui la casa si ispira.

Concepita per una coppia di poeti, la piccola addizione all’abitazione esistente si dispone su tre livelli: autorimessa, studio e zona lettura, alloggiati sotto un tetto concavo e pendente verso il centro della casa, come carico di pioggia. Nettamente alieno al contesto e volutamente estraneo, il nuovo intervento si pone infatti su un altro livello rispetto alle consuetudini dell’abitare: si propone come luogo più elevato, di pensiero e riflessione, scandito da ritmi lenti e slegati dalle consuetudini giornaliere.
Colonna vertebrale della casa è una libreria che percorre interamente la parete sud del primo e secondo piano, simbolicamente a sostegno della copertura che con la sua pendenza indirizza i raggi solari all’interno e al contempo isola dal contesto. Gli ambienti interni sono così determinati dalla costante della libreria, e per il resto concedono rare distrazioni: l’arredo è ridotto al minimo e l’enfasi è tutta posta sul gioco delle finestrature e sul grande volume curvo che pende sull’ultimo piano.

Dall’esterno l’impatto principale è quello della facciata frontale, mentre gli altri prospetti risultano più funzionali alla definizione spaziale interna che alla resa di una estetica unitaria e complessiva, con un prospetto sud in realtà abbastanza fuori luogo e slegato dagli altri, forse eccessivamente difformi tra di loro. Le aperture del fronte, piu’ discreto e riparato rispetto al retro da cui filtra la maggior parte della luce, sono rivestite di un tessuto traslucido imbevuto di silicone, che attutisce l’intensità luminosa di giorno e restituisce un aspetto ovattato e soffuso la notte. Le finestrature del lato lungo invece, feritoie verticali incuneate tra le scaffalature della libreria, si configurano come vuoti luminosi, come sensibili momenti di sospensione tra un libro e un altro.
Pensatoio raffinato e distaccato dalla distrazioni di tutti i giorni, Haffenden House dà l’impressione riposante di una pausa necessaria nella regolarità dei sobborghi americani, tramite un volume costruito per creare silenzio e vuoto in un contesto di monotonia assordante.

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