Ritorno all’infanzia – Gas
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Ci sono delle illustrazioni che sanno di infanzia, ti riportano ad un periodo della tua vita che tendi a ricordare con nostalgia. Sentimento dettato, in una misura non sottovalutabile, da una certa mancanza che vorremmo colmare e che sottende soprattutto la semplificazione presente nei tuoi occhi, quella che ti permetteva di vedere le cose da un’altra angolazione. Snellite ed alleggerite delle sovrastrutture adagiatevi sopra dalla società. Pulite ed innocue. In una parola, essenziali.

Questa sensazione, è la prima ad averci colpito guardando i lavori che stiamo per presentarvi. La seconda è un’atmosfera fiabesca, non forzata, che copre come uno zucchero a velo questi disegni.

Io penso che si debba entrare nell’ottica per cui tutto ciò che vedi è arte, anche la sedia su cui siamo seduti. Ed una volta che entri in quest’ottica vedi qualsiasi cosa con uno spirito diverso, fiabesco, ecco.

Alessandra è da tutti conosciuta come Gas. I tratti dei suoi disegni sono sottili e delicati, quasi primordiali, a comprendere però una profondità di significati che quasi fa sfigurare i colori. Colori che infatti emergono raramente nella sua serie Essenziali.
Il suo percorso artistico è stato un percorso di sottrazione: i primi lavori erano carichi, anche d’angoscia se vogliamo, poi ci sono stati i collage che di per sé sono già una sottrazione anche se vai ad aggiungere pezzi di altre persone. E poi sono rimasti solo i tratti a matita. L’insegnamento che segue più spesso è quello del suo maestro di vita che le ripeteva “quanto più riesci a togliere di superfluo dalle tue opere, tanto più riuscirai a raggiungere un livello di intimità tale per cui alla semplicità della vista si contrapporrà l’esaustività a livello di percezioni.

L’intervista a Gas è disponibile sul primo numero di AWM.

Some images convey such an innocent flavour which makes us look back at our childhood with nostalgia. Those pictures instil in us a feeling of emptiness which we would love to fill up again. This mainly happens when we realise that our way of observing things has changed since then. Now completely embedded in the modern society, we have lost the essential and pure way of staring at the world typical of a child.

The same feeling stroke us when we first looked at the artworks we are going to present in this issue. Additionally, these artworks also transmitted us a spontaneous fairy-tale atmosphere realized through the powdered-sugar effect that covers all the pictures.

«I think that it’s very important to believe that everything you see is art, even the chair you are sitting on. Once you start following this belief in your daily life, everything gains a different meaning, exactly as in a fairy-tale.»

Alessandra’s pen name is Gas. Her drawings’ traits are subtle and soft, almost primordial. All her works entail such a deep meaning so that the use of colours becomes of secondary importance. Committing to her style, colours rarely appear in her artworks, even in her series the ‘Essenziali’. She defines her artistic path as a process of gradual sacrifice: her first artworks were overfull of imageries, later she adopted the collage-style technique which is already considered a form of deprivation. Her last drawings had only pencil marks. Her life-coach’s teaching was pivotal in her artistic development: ‘More superficial traits you manage to remove from your works the better you will reach the intimate state of mind where simple images are able to recall complex perceptions’.

Gas’s interview is available in AWM’s first issue.