Il sole di mezzanotte – Le illusioni luminose di Daniel Rybakken

Daylight Entrance è un meccanismo per regalare il sole nel lungo inverno di Stoccolma: non un sole a manciate, ma un sole che filtra discreto e tenue, che sguscia all’interno di soppiatto senza farsi sentire. Il designer norvegese Daniel Rybakken reinventa il corpo scale cieco di un edificio per uffici nel centro della capitale svedese attraverso un sottile quanto spettacolare artificio, un intervento immateriale che non intacca lo spazio o le volumetrie ma che altera significativamente la percezione dell’ambiente. L’installazione si distribuisce su tre piani attraverso l’impiego di un totale di 6000 LED che vanno a costituire superfici luminose disposte sulle varie rampe di scale. L’effetto è quello di un fresco sole mattutino dai contorni evanescenti evocati sulle pareti, costituite di materiale solido e tagliate con frese CNC da una fittissima maglia di piccoli fori disposti a quadrilatero, replicando il perimetro distorto di una finestra inesistente.

L’illusione prende corpo e si fa quindi misteriosa e surreale, offrendo l’effetto ma nascondendo la causa, ovvero la usuale fonte luminosa, che qui scompare lasciando il solo risultato nella propria assenza. I pannelli luminescenti evocati dalla distesa di LED fluttuano sospesi a mezz’aria, autonomi e slegati, indecisi se appartenere alla parete che li supporta o se tendere naturalmente verso l’alto, verso una finestra che però non appare.

Rybakken ha concentrato la prima parte della sua carriera allo studio dei fenomeni luminosi, giungendo a importanti riconoscimenti internazionali, sempre trattando il tema con un tatto e una sensibilità di derivazione evidentemente nordica, influenzato dalla luce preziosa quanto sacra del Nord Europa. Con Surface Daylight e The subconscious effects of daylight il designer sembra in effetti avere raggiungo un approfondimento e dei risultati notevoli in quanto a ricerca della naturalezza della luce, derivati da un’osservazione attenta e sensibile della realtà e dai giochi inaspettati ma evocativi che possono nascere sulle pareti o persino sotto i tavoli: replicare la realtà attraverso una serie di rimandi e corrispondenze è ciò che rende l’artificio naturale e sconvolge le regole del gioco riuscendo a donare attimi di sole anche nei momenti piu’ insperati.