Ciò che vince anche la morte è la memoria, il ricordo. E affinché questo sia tenuto in vita, c’è bisogno di qualcuno che lo tramandi, con parole o con le immagini.

Nella serie fotografica “An Empty Valley”, Ettore Moni racconta Forno – località nel cuore delle Alpi Apuane, non distante da Carrara. Un luogo abbandonato a sé stesso, alle persone che convivono con la sua natura provando a trasformare l’ingerenza in convivenza non forzata, ma assecondata.
Una contraddizione anche visiva tra abitazioni che a stento riescono ad imporsi e cavatori che arrivano al cuore delle montagne con tagli longitudinali che – a loro volta, seppur innaturali – assecondano invece la disposizione geologica dei filoni di marmo.

Gli scatti di Moni parlano della macro storia di Forno attraverso le micro storie dei suoi abitanti, umani e naturali, rappresentando nel suo insieme un momento di formidabile realismo in cui è possibile perdersi fino ad immedesimarsi negli occhi di un pastore che scrive poesie o di un cavatore laureato. Storie di adattamento, di sopravvivenza che andrebbero perse senza l’impegno di chi ha ancora abbastanza sensibilità da sentire il bisogno di raccontarle, o per lo meno di documentarle, in modo da far nascere in chi osserva quella sana curiosità che del mondo è il vero motore.
Per far sì che altre Forno emergano, vengano ricordate e per questo diventino immortali.

“Perché a Forno non ci arrivi per caso; o perlomeno puoi arrivarci per caso, ma per caso non decidi di tornarci.”

Buona escursione.

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