Ci sono alcuni momenti nella vita di una persona in cui il posto in cui vive non lo si sceglie, lo si subisce. Vuoi per necessità o per caso a volte puoi trovarti “prigioniero” involontario del luogo che chiami casa. E quando ciò accade puoi definitivamente capitolare e provare a trarne comunque beneficio, come nel caso del fotografo portoghese Fábio M. Roque.
Hometown è il nome del suo progetto fotografico e biografico in cui prova a mettere nero su bianco – è il caso di dirlo – quello che è il suo rapporto di amore / odio con la sua città natale.

La stessa in cui non aveva mai potuto trattare la fotografia come un vero e proprio lavoro, dove si è trovato disoccupato a partire dall’agosto del 2014. Ed è proprio da quella situazione che viene fuori questa serie di scatti – resi ancora più intima dalla scelta di privarli del colore – di cui Roque ha preso coscienza solo dopo un po’, quando la maggior parte si era già accumulata e non era più possibile ignorarli. Un modo diverso di esprimere se stesso e di raccontare le sue origini, un post-it impresso su pellicola per ricordarsi di questo periodo e di quelle che erano le sue frustrazioni, i suoi obiettivi – mancati e non.
Una situazione comune a chiunque, che l’osservatore sente propria in qualche modo e che fa sì che le foto non risultino mai banali, ma anzi vive, come vividi sono i ricordi che riaffiorano alla mente.

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