In una società in cui le persone sentono quasi l’obbligo di condividere pubblicamente la propria opinione, e in cui l’introversione è quasi condannata, Giada Indellicati vuole attraverso i suoi scatti far apprezzare la bellezza del silenzio.
Giovane fotografa italiana, classe 1992, vive a Venezia e attualmente studia giapponese all’università. E’ interessata in particolare alla fotografia concettuale di architettura e di strada, dalla perfezione della geometria e l’armonia che la combinazione di due foto può creare.
Il suo lavoro più recente, Frames of Berlin, crea un dialogo di immagini, accostate per similitudine o contrasto, che vede come protagonisti dettagli della città tedesca.
Durante un viaggio a Berlino, lo scorso Ottobre, ha trovato una forte ispirazione tra le strade della città, nonostante sia una città in continuo cambiamento.
La composizione di ogni singolo scatto è evidenziata nel momento in cui si guarda la serie nel suo insieme: vi è una coerenza nella ricerca di linee, luce e colori, che rendono il racconto di Giada tanto reale quanto personale, filtrato attraverso il suo punto di vista.

Secondo l’artista quei momenti vissuti con se stessi, a stretto contatto col proprio pensiero e il proprio cuore sono quelli che veramente riescono a dare pienezza e soddisfazione, per questo decide di dipingere il silenzio con la luce. E nella sua serie Absence, la luce è la vera protagonista dei suoi scatti. Scatti dotati di una forte sensibilità, scatti nei quali si riflettono i sentimenti, la malinconia, i pensieri, dell’artista stessa.

Ricchi di sensibilità sono anche gli scatti della prima serie di Giada, Drown myself. Si tratta di un progetto che ha a che fare con un’autoanalisi raccontata con quattro scatti essenziali, che rappresentano metaforicamente quattro fasi attraverso le quali l’artista si perde, annega, nei suoi pensieri. Una sensazione di pienezza, accompagnata dalla paura dell’affogare. Ma l’abbandonarsi ai pensieri può essere anche un dolce abbandono, come al silenzio, alla ricerca di una serenità perduta o dimenticata. Alla ricerca di se stessi.

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