Non solo arte, installazioni, fotografia o scultura, ma anche esplorazione. James Nizan studia il rapporto tra la luce e lo spazio e la generazione degli artefatti comunicativi che nascono dall’interazione tra questi due elementi. Elementi essenziali, da sempre alla base della creazione artistica, ma, soprattutto, alla base della vita dell’uomo e della sua capacità di adattamento, movimento, crescita.
L’artista con i suoi lavori realizza un’analisi silenziosa di questo rapporto lasciando che luce e spazio si intersechino a vicenda, senza dover ossessivamente comunicare un messaggio ben preciso all’osservatore che è invece libero di suggerire una propria interpretazione.

La sofisticata idea di elaborazione viene affrontata principalmente con due diverse metodologie:
la prima riguarda la creazione all’interno di una stanza buia di forme geometriche sfruttando la luce solare. Le forme sono ottenute disponendo sapientemente all’interno della camera degli specchietti che proiettano il fascio di luce da una parete all’altra. La geometria diviene così visibile, tridimensionale, attraversabile.
La seconda metodologia utilizza gli stessi elementi ,ma con una forza ancora maggiore. In questo caso, infatti, l’artista utilizza edifici abbandonati e li plasma a suo piacimento in modo che il fascio di luce sia pieno e la forma geometrica non data solo dal perimetro dei raggi, ma dal suo riempimento abbagliante.
Le opere di Nizan sono installazioni destinate ad avere vita breve per le variazioni della luce solare costringendo l’artista a “bloccare” in questo modo la propria arte in fotografie, tramutando quello che viene pensato come spazio tridimensionale in immagine bidimensionale, destinata a durare per sempre.

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