La ricerca verso spazialità inedite e monumentali, complesse strutture tridimensionali che danno vita ad un dialogo tra la materia e lo spazio in cui sono collocate.

La Fondazione e il Comune di Sorrento continuano a credere nella programmazione dei grandi eventi d’arte, iniziati con Aligi Sassu e proseguiti con Mimmo Paladino, Antonio Biasucci, Salvador Dalì, Mario Sironi, Pablo Picasso, arriva quest’anno ad ospitare le sculture di Arnaldo Pomodoro, noto artista contemporaneo.

Conosciuto in particolare per le sue Sfere in bronzo, materiale che predilige per le sue opere, studia da geometra per poi dedicarsi, quasi subito dopo, alla scultura, per la quale sviluppa a poco a poco un’enorme passione. Nella sua arte domina un rigoroso “spirito geometrico”, per cui ogni forma tende all’essenzialità volumetrica della sfera, del cubo e di altri solidi euclidei perfetti, che si scompongono, si aprono davanti allo spettatore, il quale è portato alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell’interno.

L’evento, curato da Flaminio Gualdoni e Gino Fienga, e organizzato dalla Fondazione Sorrento in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro e Confine Edizioni, comprende l’esposizione di 7 opere monumentali già installate nelle piazze della città e circa 100 opere, tra sculture in bronzo e fiberglass, grafiche e libri d’arte, che verranno ospitate a Villa Fiorentino, sede della Fondazione Sorrento.

Le opere in mostra rappresentano passaggi fondamentali della ricerca artistica di Arnaldo Pomodoro. Rive dei mari non è solo una semplice raccolta, ma una riflessione sul misterioso territorio degli archetipi. Come scrive Flaminio Gualdoni nel suo testo di presentazione,

“All’artista non importa determinare a priori la ragione e la natura del suo segno, conferirgli una ragione di codice, ma farlo affiorare nella sua ambiguità radiante, come metro spaziale e temporale, come flusso indeterminato di cui importi non il significato, ma la tensione al possibile del senso, le cui regolarità organizzative nascano da dentro, dal passo fisico e mentale del tracciare, del formare.”

Lo spazio esterno sembra scomparire: tutto si svolge all’interno, nelle “viscere” racchiuse dalle pareti lisce e lucenti, da nitidi volumi, perfettamente delineati. In realtà l’esigenza prioritaria dell’artista è proprio la relazione tra l’opera e lo spazio in cui viene collocata.

“La scultura, infatti, è la realizzazione di un “proprio” spazio dentro lo spazio maggiore dove si vive o ci si muove. L’opera, quando trasforma il luogo in cui è posta, ha veramente una valenza testimoniale del proprio tempo, riesce ad improntare di sé un contesto, per arricchirlo di ulteriori stratificazioni di memoria.” – Arnaldo Pomodoro

La mostra sarà aperta al pubblico dal 22 maggio al 22 novembre e prevede un percorso studiato fra le piazze e gli ambienti di Villa Fiorentino, che intende creare fra le opere e i luoghi in cui sono collocate un dialogo e un rapporto nuovo con lo spazio, sia con quello aperto della città, sia con quello chiuso della Villa, mettendo in evidenza il linguaggio espressivo dello scultore, da sempre radicato in un senso dell’architettonico e del simbolico.

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