Into the light – Satsuki Shibuya

I never knew daylight could be so violent.

Che colore hanno i sentimenti? Non a tutti è dato di poterlo descrivere: occorre grande immaginazione, di quella che forse è propria solo dei bambini, per poter dare colore ad un’emozione.

Tuttavia, se il pensiero e le fantasie si potessero rappresentare, Satsuki Shibuya saprebbe come farlo.

Le sue opere sono impalpabili, leggere, evanescenti quasi. Su di una tela bianca prende forma una macchia di colore in modo così sapientemente gestito che anche i toni più scuri si frangono in una serie di caleidoscopiche e chiarissime sfumature (Abstraction). Nelle sue opere c’è una forza inaspettata, trovata sfruttando una tecnica pittorica semplice che, nonostante ciò, è ancora in grado di stupire.

Luce, luce che attraversa ogni fibra ed ogni pensiero dell’artista. La sua prima esposizione personale, tenutasi a Madrid nell’aprile di quest’anno, va sotto il nome di Into the Light: la scelta del titolo richiama l’esperienza personale della giovane ed eclettica artista, che connette l’emergere della luce all’emergere del suo estro pittorico –Satsuki Shibuya ha infatti dichiarato che quella per la pittura è un’esperienza quasi nuova, dato che è partita poco più di un anno fa.

In questa sua prima esposizione vuole dare spazio anche alla ricerca di ogni individuo, di “ogni anima” come sostiene, nel perseguire un proprio percorso, uno scopo che possa portare, appunto “alla luce”.

L’energia che forma ognuno di questi percorsi è ciò che permette una connessione armonica fra questi elementi dissonanti, fra confini definiti e colori che vengono sfumati a tal punto da scomparire nel bianco.

Se lo scopo di Satsuki era quello di rappresentare le modulazioni dell’animo, del pensiero e del sentimento, ci è riuscita eccome.
Ma con un’ineffabile delicatezza, rischia di ferire gli occhi.