Arturo Herrera, venezuelano di nascita, è un artista multiforme e complesso, conosciuto per le sue composizioni evocative ed astratte, per la sua frenesia di ispirazione Pollockiana e Picassiana. I suoi lavori sono frutto di studi su diversi materiali, media e supporti. Fotografie, sculture, pittura sulle pareti, collages sono solo alcune delle tecniche che usa, anche se il suo interesse è principalmente catturato dall’uso di forbici, colla e fogli. Le sue opere si insinuano nell’inconscio dell’osservatore, come messaggi subliminali sapientemente nascosti, ma che si saldano nella mente.

Le sue opere sono frutto di una sorta di frammentazione delle immagini che poi si ricompongono in un nuovo contesto. La sua tecnica è una sorta di cut- out, privo di animazione, ma che consiste nell’utilizzare ritagli di carta per creare nuove immagini. Le sue fonti di ispirazione infatti provengono proprio dalle favole, dai cartoons, dai libri da colorare che si combinano, stravolgendosi, ad un immaginario violento ed oscuro. Herrera cerca di sovvertire totalmente l’innocenza e la tranquillità delle figure animate donando loro un alone misterioso e una psicologia oscura. Le grosse forme dipinte sulle pareti di musei e gallerie creano un immaginario che si fonde con l’astrazione, una sorta di danza scaturita dalla musica della sua immaginazione. Anche se le immagini di Herrera sono distintamente “flat”, viste da lontano, da vicino è chiaro che siano molto consapevoli della loro esistenza nello spazio: un dipinto murale estende abilmente le dimensioni della stanza. Gli oggetti da lui creati si collocano tra pittura e scultura, come racconti che si palesano davanti ai nostri occhi, come puzzle da ricomporre.

È semplicistico ricondurre il lavoro di Arturo Herrera a quella corrente che vede il continuo riuso di fumetti e animazioni nella sfera dell’arte Pop. Possiamo dire sia un modernista astratto il cui contributo è quello di contaminare il familiare con il profano creando un mondo di forme che rimandano ad altre. Così, ognuno nei suoi lavori vede ciò che è presente nella sua immaginazione, come quando da piccoli si osservavano le nuvole in cerca di immagini riconoscibili.

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