Giocare con i font – Playtype

La storia che vi raccontiamo oggi riguarda un’agenzia creativa, e-Types, che ad un certo punto della sua storia ─ dopo 4 anni più o meno ─ ha deciso di aprire un negozio fisico, Playtype, per vendere font digitali. La pazza idea era quella di contrapporre ad un luogo virtual dove scaricare fonts ─ playtype.com ─ un luogo fisico dove i fonts potevano essere venduti su chiavette USB, insieme a poster, t-shirt e tazze. Lo store doveva durare un anno ed invece è ancora lì, Værnedamsvej 6 , pronto ad accogliervi.

Al northmodern abbiamo incontrato Rasmus Ibfelt, uno dei fondatori, nonché creative director di entrambi i progetti, e ci siamo fatti raccontare un po’ le varie tappe di quelle che potrebbero sembrare due storie separate, ma che invece sono solo due capitoli dello stesso libro.

E-Types
«È una brand agency e design agency fondata nel 1997. Da sempre appassionati di tipografia sin da subito abbiamo sviluppato typefaces per clienti consci di quanto possano incidere sulla definizione e rappresentazione dell’identità di chi li utilizza.»

Playtype
«Poi un giorno, come sempre accade nelle migliori avventure, quasi per caso, visti tutti i caratteri creati si è deciso di renderli fruibili anche a terzi. Per questo motivo nasce Playtype, per permettere ai creativi di tutto il mondo di comprare i nostri caratteri. Avevamo bisogno però di far sapere a tutti che esistessimo, ma come? Nel quartiere di Copenaghen dove vivevamo, Værnedamsvej, c’era un bellissimo ─ seppur piccolo ─ shop e ci siamo detti “Perché non comprarlo e farlo diventare la sede di Playtype?”. Sulla carta l’idea sembrava vincente, usare un posto fisico per promuovere un posto virtuale. Nasce così il nostro pop-up store ─ che nell’idea iniziale doveva durare un anno, giusto il tempo di assolvere allo scopo di promuovere il sito.

La svolta
«Abbiamo sin da subito attirato la giusta attenzione e creato il giusto hype ─ che era in fondo ciò che volevamo. Ma abbiamo anche iniziato a vendere i nostri prodotti, e questo non era nei piani iniziali. Era passato un anno, ma era ormai chiaro che quest’esperienza non poteva finire nell’arco temporale che ci eravamo dati. E quindi abbiamo iniziato ad investirci, a creare sempre nuovi prodotti, ad assumere nuove persone e questo business rappresenta ora il nostro giro d’affari principale. Parallelamente esiste ancora E-Types ed usiamo lo store fisico per testare la riuscita delle nostre idee: se le persone le comprano, allora possiamo metterle anche on line.»

Il segreto
«Credo siamo riusciti a creare un nostro stile, non te lo saprei descrivere con facilità, ma sicuramente riguarda qualcosa di lineare e pulito. Mi piacciono i colori, ma il nostro stile è molto mascolino anche se alcuni pezzi della nostra nuova collezione vanno nella direzione opposta. Interpretiamo pur sempre lo stile scandinavo.
Non è facile sviluppare il concept che si ha in testa: deve essere qualcosa di cui possiamo andare fieri, ma deve essere anche vendibile, perché il nostro scopo ultimo è la vendita. Penso che il segreto stia nel fatto che amiamo ciò che facciamo e lo facciamo con un bagaglio di conoscenze maturato negli anni.»