Immaginate un segno e fatelo vostro. Ripetetelo in continuazione, come un mantra.

Il segno di Turi Simeti è l’ellisse, elemento base da cui muove tutta la sua grande opera artistica. L’ellisse come forma, come parola, colore, materia e numero.
I suoi primi lavori sono riconducibili agli anni Settanta e da allora nasce una sorta di comunicazione personale con il mondo dell’arte, azzerando del tutto i codici artistici precostituiti e dando vita invece ad un linguaggio composto dalla monocromia e dal rilievo, lasciando sempre la forma geometrica come base della sua opera. Una massimizzazione del concetto di coerenza che viene portata avanti in qualunque creazione come probabilmente mai fatto prima dagli altri artisti contemporanei.

In occasione del nuovo spazio espositivo nel cuore di Milano della Dep Art, galleria di arte moderna e contemporanea, Federico Sardella rende omaggio a Turi Simeti con la mostra “Opere bianche”, ovvero una personale che raccoglie circa venti tele bianche con effetti di rilievo, dove è possibile constatare come la coerenza stilistica sia diventata quasi una sfida per Simeti; una sfida vinta attraverso una sorta di immedesimazione con la forma e con la volontà di evolversi in favore dello spettatore e dei mutamenti della società.

Monocromia e ripetizione, rigore e controllo invadono il campo visivo dell’osservatore, il quale viene assalito da una pittura che permea lo spazio interagendo con esso in un rapporto continuo tra una superficie tesa quasi all’azzeramento e un modulo preciso che vuole esporsi verso l’esterno, creando una comunicazione diretta e totale tra lo spazio, l’opera e lo spettatore.

La mostra Turi Simeti – Opere bianche partirà il prossimo 30 settembre.

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