Come un punto esclamativo, il camino rosso emerge dal bosco per dichiarare una presenza: è il segnale d’avvistamento di Ca’ Romanino, costruita da Giancarlo De Carlo nei pressi di Urbino per gli amici Sichirollo. Se la collaborazione di De Carlo con la città è stata da sempre pubblica ed esplicita, questa sua opera risulta invece più appartata, un piccolo rifugio privato costruito nel silenzio. Tra la vigna e l’antico casolare, due volumi puri sfalsati emergono dalla collina con il loro aspetto semplice e modulare. Si fatica a trovare l’ingresso e si procede fino a raggiungere due muri a trincea. Questo accesso insolito permette da subito di comprendere uno degli elementi fondamentali della costruzione: l’essere ancorata a terra, scavata nelle sue profondità come una radice. La casa ingloba la collina, ma questa riaffiora al centro con un vuoto in pendenza.

Oltre l’ingresso, gli ambienti possiedono una dimensione giocosa di scavo e nascondiglio: il soggiorno su due livelli si apre al paesaggio con finestre profonde come nei palazzi antichi, gusci per momenti di raccoglimento. Ciò che colpisce da subito è la varietà tattile delle superfici e la consistenza dei materiali, ogni elemento viene esposto, e perciò curato fin nel dettaglio.

La casa è ricca di dislivelli, un sistema labirintico di scale corre come un filo rosso al suo interno. Le scale parlano di una tendenza al movimento, alla verticalità, all’aria. Il tetto praticabile e senza parapetto è il punto dove si percepisce meglio questa sensazione aerea, distaccata, la stessa che si potrebbe avere su una nave quando si perde momentaneamente il contatto con la terra. Ogni ambiente è in sostanza autonomo ma può essere messo in comunicazione con tutti gli altri tramite scale o passaggi segreti, un clima di complicità che si addice alla funzione della casa, pensata per incontri tra i Sichirollo e gli amici intellettuali. In questa casa De Carlo cerca di racchiudere il senso della campagna, permettendo ai suoi ospiti di tornare a pulsare al ritmo delle stagioni e del silenzio.

La Fondazione Ca’ Romanino mette a disposizione la casa per brevi soggiorni con l’obiettivo di favorirne la conoscenza. Se volete trascorrere ventiquattrore a Ca’ Romanino o partecipare alle iniziative culturali organizzate dalla Fondazione visitate il sito.

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