Meet me in the WOUD – Interview with Torben Koed
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WOUD è una grande casa che si trova in Danimarca, abitata da tanti designer da ogni parte del mondo che nei loro progetti mettono sempre un po’ di Nord.

Nelle forme iconiche ed essenziali, nascoste dai materiali scelti con cura e dalle tinte morbide dei legni naturali, ci sono delle piccole tracce di innovazione e sperimentazione.

Il metodo di scelta del progetto definitivo è “l’amore a prima vista”.

Siamo andati a trovare Torben Koed, padrone di casa eccezionale, che ci ha portato per mano alla scoperta del suo mondo scandinavo.

Woud @northmodern / PH Gianluigi Peccerillo
Woud @northmodern / PH Gianluigi Peccerillo

Quando nasce WOUD?
L’anno scorso a maggio. È molto giovane, ma ho avuto a che fare per molto tempo con l’arredamento e il design, ma questa è un’altra storia. È partita a gennaio, quando sono andato a Stoccolma, Colonia, e un po’ in giro per fiere, perché volevo mettere su questa compagnia di design che mettesse insieme talenti emergenti da ogni parte del mondo. Ci sono sì designer danesi, ma anche finalndesi, giapponesi, norvegesi, tedeschi, canadesi. Molte compagnie promuovono cose già molto conosciute, io voglio promuovere i giovani, dare loro la possibilità di produrre cose di alta qualità.

Nonostante la multietnicità del team creativo, lo stile di questi pezzi è molto riconoscibile, direi molto “scandinavo”.
Esatto, molto scandinavo e minimalista, senza fronzoli. È quello che ritengo elegante.

Che cos’è per lei l’eleganza?
Vedi che qui è tutto estremamente naturale, senza lacche, cerchiamo di tornare al legno puro. Tutto è naturale, non vogliamo plastica, abbiamo ampliato l’uso del metallo. “Back to nature” direi, voglio che i prodotti siano molto semplici, funzionali. Quando guardi i nostri pezzi, sono essenziali, iconici, ma così belli da vedere. Ed è subito amore a prima vista. Per me questa è l’eleganza.

Mi interessa molto sapere cosa i designer danesi pensano di Ikea.
Oh, Ikea è fantastica secondo me, molto intelligente e con un sacco di designer grandiosi a prezzi davvero democratici. La maggior parte della popolazione può permettersi mobili Ikea. Penso sia davvero un’azienda molto intelligente.

Prima di essere un imprenditore, è mai stato un designer?
No, mai stato un designer, ma mi piace molto il design. Quello che faccio è provare ad individuare del buon design. Ho lavorato con dei designer per molti anni. Ho delle idee riguardo a ciò che sia ok o meno, preparo dei brief, loro elaborano delle idee e ne discutiamo insieme. Però, ad esempio, se parliamo di questa lampada (ndr Annular) non c’è nulla da discutere: è qui, davanti a te, ed è perfetta così. Quando osserviamo un oggetto del genere non abbiamo bisogno di pensarci troppo perché siamo abituati a lavorare nel campo del design e sappiamo cosa funziona e cosa no. per questo motivo ci sono voluti solo un paio di mesi per realizzare il primo prototipo. Per altri oggetti invece questa fase di prototipazione può durare anche un anno. Tutto quello che c’è qui, però, abbiamo iniziato a progettarlo a maggio dell’anno scorso e a gennaio 2015 la prima collezione era pronta. La compagnia in totale ha solo 8 mesi. In pratica noi non dormiamo, lavoriamo. (Torben ride)

È un enorme lavoro di progettazione oltre che di produzione.
Sì, il tutto viene prodotto in posti diversi. Alcune cose in Daminarca –perché siamo comunque un brand danese– ma normalmente non è più un Paese competitivo, più quindi produciamo qualcosa in Vietnam, qualcosa in Taiwan, in Polonia, Ex Jugoslavia, Russia, dappertutto. Raccogliamo i vari oggetti prodotti in vari depositi in giro per il mondo, perché uno dei nostri punti di forza è che se ti piace un nostro prodotto non deve passare troppo tempo prima di riceverlo. Per cui se lo ordini di martedì, ti arriverà nel weekend. Ovviamente c’è il rischio di finire gli oggetti e non poter quindi rispondere alla domanda, ma fa parte del gioco. Proprio stamattina abbiamo ricevuto un ordine dall’Italia, da Venezia. Che bella città!

Woud @northmodern / PH Gianluigi Peccerillo
Woud @northmodern / PH Gianluigi Peccerillo
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